Fuochi e foreste

Lo so, sono mesi ormai che non pubblico nulla sul blog, a causa degli innumerevoli impegni accademici che mi sono presa. Non so dire di no, e quindi, dopo il convegno di Anversa, inizio marzo, ho risposto a circa quattro o cinque call for papers, ho accettato di curare insieme ad altri colleghi gli atti di un convegno, sono andata a Birmingham per il congresso mondiale dell’IATEFL, più che altro per il nostro Learner Autonomy Special Interest Group, ho maturato due progetti di ricerca, ho rivisto insieme a Javier le ultime bozze del numero speciale di Jahrbuch Deutsch als Fremdsprache, e poi le ultime bozze delle ultime bozze, ho scritto un articolo, ne ho rivisti diversi, ho accettato di tenere una formazione a Paderborn all’inizio di settembre, di organizzare insieme a colleghi un convegno a Potsdam e uno a Bolzano, poi mi sono vista fare una di quelle offerte che non si possono rifiutare per un ulteriore convegno a Jena, senza contare Wuhan, che vuole già i paper (2000 parole ciascuno) entro il 31 di agosto, Rio de Janeiro, per cui Walkyria e Christine hanno in cantiere un volume… E non ci ho messo il lavoro di tutti i giorni, i corsi, le lezioni, i gruppi di lavoro, il Centro di Risorse…

Alla luce di tutto questo, e visto che anche Boris ha un calendario piuttosto serrato, quest’anno abbiamo scelto una vacanza-ritiro. Ed eccoci in Finlandia, a Kinnula, in un cottage davanti a uno dei laghi che disseminano questa regione, il (la?) Lomaseutu.

Tenuto conto della lista di testi da scrivere e da preparare in questi dieci giorni, prima del convegno a Jyväskyla, questo diario sarà frammentario, in formato A5 o post-it.

11 agosto

Volo Berlino-Helsinki e Helsinki-Jyväskyla. Nella tratta Helsinki-Jyväskyla siamo una decina di passeggeri in un ATR 72 della NorRA (Nordic Regional Airline), sottocompagnia della Finnair, un aereo a elica. Voliamo a una quota che ci permette di vedere già le distese di verde e di laghi verso cui ci dirigiamo. All’aeroporto di Jyväskyla ritiriamo la macchina noleggiata e il driver si mette al volante.

Arriviamo al cottage, una costruzione di legno affacciata su un lago, con un portico, un gazebo e una sauna, un bel camino dentro che abbiamo acceso fin dal primo giorno. Un breve giro di ricognizione della casa, una spesa in paese, una cena veloce e già siamo a letto, cullati dal rumore della pioggia sul tetto.

12 agosto

Spezziamo le ore di lavoro per una passeggiata fino in paese. Ci avviamo lungo la strada sterrata che conduce fino in paese, costeggiando cottage e fattorie disseminate qua e là. Le case e i cottage sono quasi tutte di legno, molte di quel colore rosso cupo che mi era piaciuto tanto quando avevamo cercato una sistemazione. La passeggiata è lunga, ci vuole circa un’ora per arrivare. Secondo le poche informazioni turistiche ricevute, il paese ha una scuola, un ufficio informazioni, una biblioteca, un fiorista, supermercati, una piscina e altre amenità. Mentre camminiamo per la via che lo attraversa, passiamo accanto a un segnale, Salmamienti, che indica balneazione. La piscina è uno spicchio di lago, un quadrato circoscritto da un pontile in legno, deserto. Ci avventuriamo sul pontile, il vento increspa il lago. Onde, dico io. Hai il punto di vista di una formica, dice Boris.

Continuiamo. In una piazzetta si affacciano alcuni negozi: un ristorante (chiuso, anzi con l’aria di essere dismesso), un parrucchiere che espone fuori dal negozio alcuni vestiti, una farmacia, Apteeki (chiusa), un negozio dell’usato, con un’insegna scritta a mano su cartoncino bianco, Kirppi, e i due supermercati. Mentre Boris si avventura nel negozio dell’usato io mi siedo al sole. Poi ci dedichiamo alla spesa. Dall’ultima visita a Helsinki mi ricordo che i supermercati in Finlandia non vendono alcolici, a parte la birra. L’unico vino disponibile è un bianco frizzante analcolico prodotto in Germania. Rinunciamo. Di birre invece ce n’è parecchie, ma una sola attira la mia attenzione, la Kahru III, dalla cui lattina un orso color bronzo sembra guardare proprio me: bear beer. E bear beer sia.

13 agosto

Il vino lo si può ordinare all’emporio e fast food vicino all’unica stazione di servizio, Scan Burger. La ragazza che ci lavora ci fa scegliere da un ampio catalogo e il giorno seguente, dopo le quattro, andiamo a ritirarlo. Shiraz siciliano in bottiglie di plastica.

Ma l’emporio e il fast food meritano una visita. Sulla veranda un uomo anziano siede solo e fuma. Dentro due o tre avventori. Il fast food offre diversi tipi di hamburgher, kebab, pizza, torte, gelato e caffè.

Oltre che fast food, l’emporio vende articoli per l’igiene, spazzolini, dentifrici, shampoo, spray antizanzare, zampironi. Bibite. Girato l’angolo, troviamo alcuni articoli da regalo, quadretti in legno con frasi come home sweet home o simili, in finlandese.

Torniamo al cottage e continuiamo a lavorare. Oggi piove tutto il giorno: writing in the rain.

14 agosto

Kinnula è uno dei quattro comuni su cui si estende il Salamajärvy National Park, un vasto parco nazionale, 62 chilometri quadrati di foreste e laghi. Raggiungiamo in macchina il rifugio di Koirasalmi e dal di lì ci muoviamo per una passeggiata. Un arcobaleno sul lago ci saluta.

Il paesaggio è indescrivibile. Intorno al lago un bosco di conifere, e altri alberi indefiniti, il terreno ricco di piante dai più svariati toni di verde, di funghi, di bacche rosse, e disseminato da rocce, forse arrivate qua dopo diverse ere glaciali. Camminiamo in un sentiero lungo il lago, la foresta emana un senso di mistero, sarà la mia immaginazione, ma mi sembra che possano manifestarsi da un momento all’altro folletti e fate.

15 agosto

Dopo qualche giorno di esitazione, abbiamo esplorato la sauna del nostro cottage: un edificio in legno, tre stanze, quella della sauna vera e propria, con una stufa a legna, l’anticamera, con una panca di legno e una doccia d’acqua fredda, e una stanza per riposarsi tra un giro di sauna e l’altra, dotata di un camino, un divano, un tavolino e poltrone di vimini.

La sera, Boris accende il fuoco e aspettiamo che la sauna raggiunga la temperatura giusta; a dire il vero quando entriamo è sui settanta gradi, la sauna finlandese ne richiede novanta, ma non andiamo tanto per il sottile. Sudiamo, sudiamo, sudiamo, che altro si fa in sauna? Sudiamo e ci rinnoviamo. Usciti dalla sauna, faccio qualche passo sull’erba, a piedi scalzi, e lascio che il vento mi asciughi il sudore. Ci sediamo sul pontile, ma l’acqua del lago, così scura e fredda, ci intimorisce. E se ci fosse qualche mostro nascosto là sotto?

16 agosto

Oggi, dopo aver scritto, abbiamo voglia di città. Visto che Kinnula offre poco, decidiamo di raggiungere Viitasari, a quasi settanta chilometri da Kinnula, che il fascicolo informativo descrive come un centro turistico estivo e invernale. Arrivati là sotto una pioggia torrenziale, passiamo una zona industriale e cerchiamo il centro. Un lago, un pontile e alcune barche, una chiesa sull’alto di una collina, e alcuni edifici, un supermercato, un bar chiuso, una piazzetta deserta. Ma la città dov’è? Continuiamo salendo su un’altura, case, in fondo alla strada una scuola. Ci vengono incontro bambini in bicicletta. Piove e nessuno ha l’ombrello. Ma il centro dov’è? Dopo averla girata tutta, ci rendiamo conto che il centro è quella piazzetta deserta e quei pochi edifici. Negozi, quasi non ce ne sono. Passiamo di fianco a uffici vuoti, spazi chiusi, dall’aria dismessa.

Ah, no, eccoli! Un negozio dell’usato, Kirppi, con un angolo caffè. Alcuni tavolini marroni anni cinquanta, un paio di foto di volti africani alla parete. Una donna matronale dietro il banco, un’altra seduta a un tavolino, alcune riviste che hanno l’aria di essere state lette e rilette, e sul resto dello spazio aste appendiabiti, scaffali con chincaglieria, scatoloni di libri… Entrano ed escono alcuni avventori, chi compra, chi lascia qualcosa. Una donna, anche lei dai fianchi smisurati, parla a lungo con quella dietro il banco. Gli altri emanano silenzio e un velo di tristezza. O sarà una mia impressione?

I negozi qui sono quasi tutti così. Anche a Kinnula, nel piccolo bar, se così si può chiamare, dove compro un paio di calzini di lana fatti a mano, c’è un angolino di chincaglierie dove Boris compra una piccola volpe di legno. Sembra che le persone qui vivano di scambi, abbigliamento, DVD, libri, riviste, tazze e bicchieri si procurano così. A pensarci bene, un principio sociale, per una piccola comunità esente dal consumismo. E allora perché questa vaga tristezza?

17 agosto

Una buona parte delle nostre giornate le passiamo al grande tavolo di legno del soggiorno, intenti a scrivere. Davanti a noi, il lago. Basta che alzi lo sguardo e ogni volta è diverso. La luce cambia rapidamente, dietro le nuvole si scorge il riflesso argenteo del sole, quasi livido, che immediatamente increspa le onde moltiplicandole come a specchio. A fissare il lago direttamente, la luce è quasi accecante.

Se piove, le gocce di pioggia lo animano; se tira vento le onde vengono spazzate via. Alcune arrivano a lambire i quattro gradini di fronte al cottage, accarezzando le canne.

Una mattina presto il lago era liscio. Una distesa enorme, immobile, circondata dal bosco. Anche adesso, mentre scrivo, alzo gli occhi e guardo il lago. Il sole è scomparso, l’acqua si ammanta di grigio.

18 agosto

Stasera siamo usciti, Boris per una corsa, io per una passeggiata. Incontro alla luna. L’abbiamo aspettata fin dalle sette, la luna piena, e quando torniamo, improvvisamente è là. Grande, tonda, di un colore oro ramato. La scorgiamo prima dietro gli alberi, poi, dal cottage, sovrana sul lago.

Mentre la osserviamo si sentono in lontananza dei gridi di uccelli, come dei flauti rauchi e acuti. Cosa saranno?

Poi, improvvisamente, si levano in volo gridando, due oche, sbattendo le loro ali immense. Si rincorrono, si posano sul lago, si alzano di nuovo in volo, attraversano la luce della luna e si stagliano chiare contro il verde scuro della foresta. Dall’altra parte del lago, lontano da noi, altri gridi rispondono. Cosa si diranno?

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(foto di Boris P. e Giovanna T.)

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