Flash flood

Moab, UT, tredici agosto

Tra i numerosi avvertimenti ai visitatori dei canyon ci sono quelli relativi al pericolo di flash flood (inondazioni lampo). Nel foglietto illustrativo ricevuto al Capitol Reef National Park le flash flood sono indicate come “unespected danger”. Le flash flood sono inondazioni improvvise di canyon e di wash, letti di torrenti stagionali. Generate da temporali, spesso lontani, anche in periodi secchi, riversano nei wash repentinamente e rapidamente enormi quantità d’acqua e di detriti, pietre, rami, fango, travolgendo tutto quello che incontrano, persone e auto comprese. Possono arrivare fino a 15 piedi d’altezza, circa quattro metri e mezzo, ed essere mortali.

Nel 1997, ad Antelope Canyon (Page, AZ), dodici persone hanno perso la vita travolte da una flash flood. No chance. Qualche settimana fa, sempre ad Antelope Canyon, un gruppo di turisti e una guida sono riusciti a mettersi in salvo appena in tempo da un’altra flash flood, sollevando in aria i bambini che erano con loro, che rischiavano di essere sommersi dai flutti.

Le flash flood si annunciano con un forte rombo, simile a quello di un jet. Per mettersi in salvo bisogna salire subito in alto, dove si può, arrampicandosi sulle rocce o su altro luogo elevato; se ci si riesce, si è salvi. Poi, aspettare che il livello dell’acqua scenda (può volerci qualche ora, a volte anche più). Per salvarsi, ci vogliono sangue freddo e rapidità di reazione (e, in un secondo momento, pazienza). L’altro ieri Boris e io eravamo sul fondo di un wash nel Capitol Reef National Park; c’eravamo arrivati in macchina, in una giornata di pioggia. Scesi dalla macchina, c’eravamo allontanati di qualche passo per fare delle foto, Boris vicino a una parete rocciosa, io più in basso, tra gli arbusti. Improvvisamente abbiamo sentito un rumore, come un rombo lontano. L’orecchio teso in ascolto, il tempo di qualche istante, poi Boris mi ha chiamato: “Giovi, vieni qua!”. Io ho tardato pochi secondi, tra l’incredulo e lo spaventato, mentre ancora rielaboravo l’informazione, il tempo di rendermi conto che il rombo era quello del motore di un’automobile che si avvicinava lungo il wash. Nessun pericolo, quindi. Ma se fosse stata davvero una flash flood, forse sarebbe stato troppo tardi. Quei pochi secondi d’esitazione sarebbero stati troppi.

Forse in situazioni di reale pericolo ci viene in aiuto l’istinto. Una scarica di adrenalina acuisce i sensi e accorcia i tempi di reazione. Ricordo che Bibi Nanki, una mia insegnante di yoga, sorpresa dallo tsunami del 26 dicembre del 2004, in Thailandia, raccontò di essersi salvata arrampicandosi con una rapidità insospettata su un albero, sentendosi come sospinta in alto, mentre l’acqua la sommergeva, senza neanche sapere bene come, o da che cosa. Correre via non sarebbe servito. Poi, mentre sull’albero aspettava che l’ondata si calmasse, continuava a ripetersi un mantra, per darsi un briciolo di speranza… Ancora oggi Bibi Nanki non sa cosa l’ha aiutata a salire sull’albero quando l’onda la travolgeva. L’istinto, o l’universo.

A volte la vita ci sorprende con flash flood: pericoli, travolgimenti, esplosioni non arginabili, senza preavviso ci sommergono. Eventi più grandi di noi, più forti di noi, davanti ai quali siamo inermi, indifesi. Anche in questi casi l’unica salvezza è innalzarsi al di sopra dei flutti, come mi consigliò un giorno una saggia persona. Andare in alto, prendendo con sé la bambina inerme che è in noi. Osservare il disastro sotto di noi senza assoggettarvisi. Poi, aspettare pazientemente, invocando l’aiuto dell’universo, che l’ondata si calmi, l’acqua receda, il sentiero si liberi.

Come in natura, anche nella vita le flash flood, possono sopraggiungere da luoghi remoti, che neppure conosciamo. Come in natura, anche nella vita le flash flood ci travolgono con detriti, fango e rovine, e lasciano traccia: sradicano alberi, fendono pareti di roccia, scavano canyon. Poi, a poco a poco, decrescono.

L’altro ieri, a Capitol Reef, non c’è stato pericolo, per fortuna. Altre flash flood sono passate. E siamo ancora qui.

Flash flood ad Antelope Canyon, Page, AZ (https://www.youtube.com/watch?v=m44gkjMukP0)

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