L’Illusione e l’Essere

Tra i libri che mi portano luce in queste settimane c‘è anche Un mondo nuovo, di Eckhart Tolle. Me l’ha consigliato mio fratello Giorgio sabato tre gennaio, mentre mi accompagnava in aeroporto a Bologna, io in partenza per Berlino. Nella libreria dell’aeroporto l’ho cercato, l’ho trovato e l’ho comprato. Un acquisto prezioso.

Riprendendo principi della filosofia e delle diverse religioni, dal Cristianesimo al Buddhismo, Eckahrt Tolle ci invita a rinnovare la nostra coscienza individuale e la coscienza universale, liberandoci dalle catene di una percezione distorta della realtà e di noi stessi.

Il primo e il più grande ostacolo al fiorire della consapevolezza, in altre parole all’illuminazione che ci libera dall’inganno quotidiano del mondo, dall’”inganno consueto” di cui parla Montale nella sua bellissima lirica “Forse un mattino andando” è la mente (chi la vuole ascoltare dalla voce di Montale clicchi qui).

“La mente è maya”, dice Ramana Maharshi, un saggio indiano. È maya, cioè illusione, perché genera “dukkha”, sofferenza, insoddisfazione, miseria. In altre parole, il peccato, che, scrive Tolle, nel suo significato originale, significa “mancare il bersaglio”. La mente è maya perché nel suo stato normale è dominata da qualcosa che, invece di spingerla verso la consapevolezza, il risveglio, l’illuminazione, la trattiene e l’invischia nell’apparenza, nella confusione, nel continuo flusso di pensieri che ci abitano a centinaia, a centinaia di migliaia, e in cui, erroneamente, ci identifichiamo. Chi non conosce il martellare dei pensieri, il rovistare nel prima e nel dopo, le voci da cui non riusciamo a liberarci, ipotesi e previsioni, recriminazioni e rimorsi, ricordi e speranze che, istante dopo istante, ci portano fuori di noi? E non c’è bisogno di essere pazzi per sperimentare questa patologia del quotidiano. Siamo semplicemente noi. Noi che pensiamo, noi che architettiamo, noi che progettiamo, noi che ricordiamo. Guidati, dice Tolle, dalla falsa percezione della nostra identità, del nostro io, del nostro ego, che Einstein chiamava “un’illusione ottica della coscienza.” (Tolle, Un nuovo mondo, Mondadori, 2008, p. 33)

La via d’uscita da questo senso illusorio d’identità è rendersi conto che “la voce nella testa” che non smette di parlare non sono io. Che IO sono al di sopra. Al di fuori. “La consapevolezza che precede il pensiero.” (Id., p. 29)

Chi di noi ha qualche esperienza di meditazione può cogliere un bagliore di questa realtà. Quando lasciamo andare i pensieri, che corrono via come nubi impazzite e per una frazione di secondo – o è l’eternità? – ci ritroviamo in uno spazio vuoto, quel vuoto che ci nutre nella pausa impercettibile tra l’inspirazione e l’espirazione, nel silenzio che improvvisamente riempie l’universo mentre noi ci assentiamo. Mentre noi lasciamo la mente per ricongiungerci alla coscienza universale.

Il fatto è che, al di fuori di questi istanti, nella vita quotidiana, ci identifichiamo fin troppo con i nostri pensieri, con la nostra mente, con il nostro ego. Ce lo chiedono le strutture sociali, che ci inducono compulsivamente a definirci, attraverso il nostro lavoro, il nostro status sociale, le nostre relazioni, gli oggetti che possediamo, le imprese che realizziamo. Anche il bene che facciamo. E, ciechi come siamo, ci attacchiamo a tutte queste cose, surrogato di quell’Essere che, avvolti dall’illusione, non riusciamo a percepire.

“Ogni cosa che l’ego persegue e a cui si attacca sostituisce quell’Essere che non riesce a percepire. Puoi dare valore alle cose e prendertene cura, ma ogni volta che c’è un attaccamento nei loro confronti, allora sai che è l’ego. […] Ogni volta che accetti totalmente una perdita, vai al di là dell’ego, e chi sei tu, quell’IO SONO che è coscienza in sé stessa emerge.” (Id., p. 43)

In queste settimane di intensi pensieri, di martellamenti della mente, di prognostici e di riflessioni – quante illusioni, quanti inganni – questa frase ha fatto breccia nel mio cuore: ad essere attaccati alle cose è il mio ego, non il mio vero Essere. La scommessa è trovare l’equilibrio tra il dare valore alle cose, prendersene cura, senza esservi attaccati, senza esserne dipendenti. Una scommessa non da poco.

Mi riecheggiano le parole di San Paolo, nella lettera ai Corinzi letta qualche settimana fa a Messa, e anche queste mi accompagnano da allora: “Questo vi dico, fratelli: il tempo si è fatto breve; d’ora innanzi, quelli che hanno moglie, vivano come se non l’avessero; quelli che piangono, come se non piangessero; quelli che gioiscono, come se non gioissero; quelli che comprano, come se non possedessero; quelli che usano i beni del mondo, come se non li usassero pienamente: passa infatti la figura di questo mondo!” (1 Cor. 7, 29-31)

È questa la sfida a cui siamo chiamati noi umani: essere nel mondo senza essere di questo mondo. Sembra impossibile, sembra di dover conciliare l’inconciliabile. E invece è il nocciolo della nostra condizione umana. Perché, come disse Don Michele al funerale della Cri, “La vita eterna comincia qui”.

castrocarotramontoenuvolecippaIl cielo sopra Castrocaro (foto di Marco Carnaccini)

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in perle di saggezza, realtà, riflessioni e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a L’Illusione e l’Essere

  1. bloggiovi ha detto:

    PS. Mi rendo conto, rileggendo, che in questo post manca la parola “presente”. E la chiave di tutto è proprio qui: vivere nel presente. È nel presente che la coscienza individuale si fonde con la coscienza universale, è nel presente che l’assenza si unisce alla presenza, è nel presente che l’essere nel mondo si concilia con il non essere di questo mondo. Ma non so come, mi è sfuggito. Inganni della mente…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...