Ancora amore

“La vera amicizia resiste al tempo, alla distanza e al silenzio” (Isabel Allende). Queste parole, inviate a me e ad altre due amiche da un’altra, immancabile amica, valgono anche per l’amore. Sì, perché l’amore ha qualcosa in comune con l’amicizia, come rivela la loro comune radice “am-“. Se spesso nella vita di tutti i giorni li separiamo, è forse perché siamo condizionati dalle rappresentazioni che dell’amore danno la letteratura, la musica, il cinema, la pubblicità: sublimate, trasfigurate, romanticizzate, ridotte a schemi predefiniti, steoreotipate. Fuorvianti.

La stessa amica che ci ha mandato le parole di cui sopra usa ripetere che l’amore non esiste, è solo questione di ormoni. Non nego che gli ormoni contino, nel trascinarci in un’avventura, anche nell’avventura dell’amore. In fondo, siamo anche noi soggetti alle leggi della natura, anche se abbiamo imparato ad elevarci al di sopra. Siamo animali, ma non animaleschi, animali nel senso etimologico di “dotati di anima”. Ricordate lo straziante incontro tra Dante e Francesca, nel quinto canto dell’Inferno? (“O animal grazioso e benigno, che visitando vai per l’aere perso…”).

Quindi, anche l’ormone conta. Ma contano anche le parole. Quelle che pronunciamo e quelle che non pronunciamo. Conta il cuore, conta il coraggio. Il coraggio di guardarsi dentro, il coraggio di guardare in faccia l’altro, il coraggio di scavare dietro le apparenze, di condividere dubbi e incertezze, di farsi domande e interrogarsi sulle risposte.

Amare in una lingua straniera, dice Jeanne Balibar, un’attrice francese, intervistata da Anne Diaktine per Libé, significa non essere mai del tutto sicuri di quello che l’altro ci dice, ci costringe sempre a interrogarci sul senso, sulle sfumature, sugli angoli oscuri alla nostra comprensione. È più vero e vitale di quando ci si ama nella propria lingua. Perché ne scaturiscono incertezza e desiderio di capire, gli stessi che ci dovrebbero governare anche quando ci si ama e ci si parla nella stessa lingua. Conosciamo davvero il senso delle parole che l’altro ci dice ? Il vissuto che ci sta dietro ? Unico e irripetibile, spesso irraggiungibile – ecco la fonte di tanti malintesi nella conversazione amorosa.

Stamane, appena uscita di casa, ferma a un semaforo mi sono trovata vicino a una famiglia di francesi, marito, moglie e tre figli. Lui, incollerito e duro, continuava a ripetere a lei seccamente: “Estelle, tu rentres à l’hotel! Estelle, tu rentres à l’hotel!” Un ordine, una minaccia di separazione, terribile per tutti quanti, pensando alla giornata di vacanza in visita alla città davanti a loro. I figli lo guardavano ammutoliti. E lei, timidamente ripeteva: “J’essaie de te parler, j’essaie de te parler” (sto cercando di parlarti…).

È questo che non dobbiamo mai smettere di fare, quando amiamo: parlarsi. Nell’amore, nell’amicizia, nella vita in generale: parlarsi. Con le parole, con i gesti, con il cuore. Parlarsi.

Lo auguro a tutti noi, che amiamo, che abbiamo amato e che ameremo. Ancora.

ilbacio-klimtGustav Klimt, Il bacio, 1907-1908, particolare

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8 risposte a Ancora amore

  1. Arianna.Rava ha detto:

    amore non e’ solo quello romantico ma sopratutto l’amore incondizionale che possiamo dare al prossimo, chiunque sia,
    dalla famiglia al postino, dalla nostre piu’ care amicizie al nostro gatto. Unconditional Love will save us all 🙂

  2. Arianna.Rava ha detto:

    bellissimo post 🙂 ❤

  3. Carla ha detto:

    Gioviiiii mi hai commosso oltre misura! Amica mia carissima ti voglio tanto bene. Carla

  4. Margherita ha detto:

    Giovi a volte dietro le parole c’è qualcosa che è quasi l’opposto di quello che viene dichiarato.La comunicazione è un atto complesso e come dici tu bisogna andare oltre, amore per me è varcare quell’apparenza.A volte dietro la porta non c’è quello che vorremmo trovarci e preferiamo fermarci prima.

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