Cammina cammina…

Queste settimane di silenzio blog sono dovute semplicemente al fatto che lavoro, lavoro e ancora lavoro. Scrivo articoli, rivedo articoli di altri, rivedo traduzioni di articoli di altri, mando feedback e proposte di correzione, ricevo feedback e proposte di correzione, riscrivo articoli miei. Scrivo mail, rispondo a mail. Partecipo a riunioni. Rivedo il sito internet del mio Selbstlernzentrum (tutto nuovo, ora!). Nei ritagli di tempo insegno.

Passo la maggior parte delle mie giornate, e a volte anche qualche ora di notte, seduta alla scrivania. Alla mia scrivania di casa, con le foto di amiche e dei miei cari, alla scrivania del mio studio all’università, sommersa dalle carte.

Faccio poco movimento, poco yoga, poco nuoto. Un po‘ fremo, ma per mancanza di tempo non riesco a organizzarmi.

Rientro la sera a casa e non ho neanche voglia di preparare da mangiare, così finisco con la classica insalatina spinaci, funghi e parmigiano, o parmigiano funghi e rucola e qualche fetta di formaggio presa direttamente dal frigo.

Sto ferma, eppure corro. Con la mente, corro al prossimo articolo da scrivere, ai compiti da correggere. Al convegno da preparare. Ohiohiohi, se ci penso, smetto di scrivere anche queste poche righe.

Invece di stare ferma con le gambe e correre con la mente dovrei fare il contrario: fermare la mente e camminare. Insomma meditare. Camminare è una delle attività più naturali e più sane per l’uomo. Spostarsi, calibrando il peso sulle proprie gambe, alzando e poggiando i piedi uno alla volta, uno davanti all’altro, leggeri, sicuri, in equilibrio. La schiena eretta, lo sguardo in avanti, le braccia al ritmo delle gambe.

Camminare non è solo camminare. Bruce Chatwin, nel suo bellissimo Le vie dei canti, fa diverse considerazioni sul fatto che camminare, muoversi, spostarsi, viaggiare è profondamente intrinseco alla natura umana, in senso letterale, per l’individuo e la società – il nomadismo ne è un esempio – e in senso metaforico – andare avanti, non a caso certi interrogativi filosofici si esprimono attraverso la metafora del movimento: da dove veniamo? Dove andiamo?. (Chi siete, da dove venite, dove andate? Cosa portate? Un fiorino!, è l’indimenticabile battuta di Non ci resta che piangere). Camminare è vivere, è procedere, progredire. Il fatto che non avanziamo in modo lineare è altrettanto naturale. Per questo anche nel lavoro le prime scritture, le cancellature, i commenti di altri, le riscritture. Senza perdersi d’animo. Continuare ad andare avanti.

Certi grandi scrittori sono anche grandi camminatori. Lo era Rimbaud, che Righas descrive cosÌ: “Era un grande camminatore. Sì, un camminatore straordinario, col cappotto aperto e un piccolo fez in testa malgrado il sole” (citato da Bruce Chatwin, Le vie dei canti, Adelphi, pagina 227)

E Kierkegaard scrive: “Soprattutto, non perdere la voglia di camminare: io camminando ogni giorno, raggiungo uno stato di benessere e mi lascio alle spalle ogni malanno; i pensieri migliori li ho avuti mentre camminavo, e non conosco pensiero così gravoso da non poter essere lasciato alle spalle con una camminata… ma stando fermi si arriva sempre più vicini a sentirsi malati… Perciò basta continuare a camminare, e andrà tutto bene. (Soren Kierkegaard, lettera a Jette (1847), citata da Bruce Chatwin, id., pagina 229).

Mentre scrivo seduta alla scrivania, mi vedo percorrere mentalmente sentieri conosciuti e meno conosciuti. Sentieri che si diramano e s’incrociano nel bosco, sentieri di montagna che affiancano pareti rocciose o laghi. Sentieri di terra rossa nei Canyon degli Stati Uniti. Distese brulle di terra ancora più rossa degli outback dell’Australia. Il sentiero mai percorso che conduce al villaggio Masai di Lekele.

Mentre scrivo seduta alla scrivania, e mi chiedo cosa farò in questa fine di pomeriggio berlinese, la mente piena di post-it “finire di rileggere il testo di C.”, “continuare a rivedere il capitolo sull’autonomia”, “cercare un testo per l’esame di fine modulo” o anche “controllare sul sito della palestra gli orari estivi dei corsi di yoga”, la decisione si è presa da sola. Uscirò a fare due passi.

Canta e cammina, o meglio, Danza la vita, canto scout

(grazie a Canale Somist, http://www.youtube.com/watch?v=tdXR3dYD6ss)

È di nuovo route, spingerò i miei passi sulla strada… Anche questo, canto scout

(grazie a Francesco Giuseppe Galluzzo, http://www.youtube.com/watch?v=zn9sXThv-wk)

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