Il vento sotto le ali

Te ne sei andato discretamente, senza grande clamore. Ci hai lasciato il primo dell’anno, in silenzio. Ci hai lasciati esterrefatti, increduli, addolorati. Noi, i tuoi figli, la mamma, i tuoi nipoti, e tutta la famiglia.

Lo sgomento iniziale, il dolore di quei primi giorni, la sofferenza della tua mancanza sono ancora vivi in me. Il non volerci credere, i perché, i dove sei andato rimangono. La tua assenza è una ferita aperta.

Resta un gran vuoto, e l’eco di un amore silenzioso. E il mistero, che si ripete a ogni partenza, il mistero di ciò che si compie in quei passi in cui si lascia l’involucro del corpo, come lo chiamavi tu, per dirigersi verso un’altra dimensione.

Nel dolore dell’averti perso si rinnova il dolore di altre perdite, della perdita della Cri sopra tutte le altre, lo squarcio indicibile che tutti ci portiamo dentro.

Eppure, c’è anche altro. C’è la dolcezza di quei giorni trascorsi insieme, il conforto dell’abbraccio di un fratello, ci sono le ore passate insieme con la mamma, i gemelli, la Robi, la Marta, la Piccia, i bimbi, Pierfra e B., come a rinsaldare il tessuto famigliare dopo lo strappo.

Le visite dei tuoi amici ci hanno regalato qualcosa di unico: ognuno con un racconto, un particolare, un dettaglio di uno dei tuoi voli, dei tuoi scritti, delle tue battute, della tua ironia così difficile da decifrare per chi non ti conosceva bene, ma così apprezzata da chi ti conosceva. È stato bello incontrarli, parlare con ciascuno di loro, vedere trapelare dai loro racconti la cordialità e la gioia di vivere, di condividere avventure e passioni come hai fatto con loro.

I miei sentimenti sono ancora troppo confusi per metterli su carta: il dolore si mescola alla tenerezza, la disperazione di non averti potuto aiutare si mescola alla gratitudine di averti avuto in dono, la tua severità di quando eravamo piccoli si stempera nella quieta remissività degli ultimi tempi.

Ci sarebbe tanto da dire, su di te, su di noi, sulla nostra storia, ma è ancora troppo presto per me. Non voglio racconti che tirino le fila di una vita. Voglio cercarti ancora, come gli altri che ci hanno lasciato, voglio ritrovarti, e non solo in un gesto, una parola, uno sguardo. 

Guardo il cielo e mi chiedo dove sei, il vento sotto le ali.

albadelcippaL’alba sopra Forlì (foto di Marco Carnaccini)

“Il cielo è quasi sereno quando abbandoniamo il sostegno della terra sotto le ruote per il sostegno del vento sotto le ali.” (Richard Bach)

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9 risposte a Il vento sotto le ali

  1. Maria Paola Giorgini ha detto:

    aspettavo queste parole

  2. vania ha detto:

    profondamente commossa, ti mando un sorriso e un abbraccio, prof!

  3. ritasili ha detto:

    Le tue parole leniscono ferite e riscaldano.

  4. Daniela Farneti ha detto:

    Le tue parole hanno incontrato i pensieri che mi uniscono a mio padre da 16 anni. Grazie Giovanna per la tua sensibilità. Vorrei dirti che tuo padre c’è, sei tu che non lo vedi: lui è solo nella stanza accanto. Ti abbraccio, Daniela

    • bloggiovi ha detto:

      Daniela, proprio in questi giorni mi tornavano alla mente le tue parole, ciò che tu hai raccontato di tuo babbo, e mi sono riconfortata. Si tratta in fondo solo d’imparare a ritrovarsi in un altro modo, ad ascoltare il silenzio, ad osservare il vento che sposta le nubi… Ti penso molto, e ti abbraccio anch’io con tanto affetto!
      Giovanna

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