Echoes

Veritas – Iustitia – Libertas: il motto dell’università per cui lavoro. Qualche settimana fa ho parlato della libertà. Oggi è venuto il momento della verità.

IMG_2001(foto Giovanna T.)

Ho rimandato il giorno in cui mi sarei messa a scrivere di questo tema, perché è un tema spinoso. Difficile parlarne in astratto, come di un ideale, quando nella realtà, nella mia vita e nella vita di tanti altri la verità si accompagna, inevitabilmente al suo opposto, la menzogna.

Verità e menzogna si danno la mano, nel quotidiano, nel piccolo e nel grande, nel superfluo e nell’essenziale. Ci sono verità necessarie e menzogne inutili, ma anche verità crudeli e menzogne clementi, verità insostenibili e menzogne consolatorie. Anche guardando al fondo delle nostre emozioni più radicate, spesso troviamo un intreccio di verità e menzogna, trasmesseci, per lo più inconsciamente, dalle complesse relazioni famigliari e personali (a questo proposito consiglio il bellissimo libro dello psicologo Serge Tisseron, Verità e menzogna delle emozioni. Comprendere la nostra sfera emotiva, Edizioni Ponte alle Grazie, 2006).

Neanch’io ne sono esente. Ho mentito, e probabilmente mentirò ancora, a volte con e per leggerezza, a volte per incapacità di ammettere la verità, a volte per risparmiare a qualcuno una verità amara, a volte per sognare. Menzogna come affabulazione.

Ricordo che da piccola, avrò avuto sette o otto anni, dopo una visita al circo che mi aveva particolarmente affascinata, m’inventai una bellissima storia : quel circo io lo conoscevo, ne avevo seguito i viaggi, ero ammessa al mondo misterioso della vita nei carrozzoni, delle luci sfolgoranti nel tendone, del brivido prima dell’esibizione al trapezio, e naturalmente, a coronamento del tutto c’era un bambino speciale, che danzava sul ghiaccio come un elfo, e riserbava a me tutti i suoi segreti. Avrò avuto sette o otto anni, e ricordo ancora la penombra del corridoio in cui lo raccontavo a una mia giovane amica riempirsi delle luci del circo, dell’alone arcano della fiaba.

chagall-marc-1887-1985-rus-fra-le-grand-cirque-1521842(Marc Chagall, Le grand cirque, foto: http://www.artvalue.com/auctionresult–chagall-marc-1887-1985-rus-fra-le-grand-cirque-1521842.htm)

Ricordo anche menzogne dolorose, che ancora mi pesano. Che non avrei voluto mai dire. Verità che non avrei voluto tacere. A volte sono gli altri che ci costringono alla menzogna. È menzogna fingere di non vedere i segni della morte avanzare sul corpo di una persona cara? È menzogna illudere e illudersi nella speranza?

Volevo parlare della verità, e invece parlo di menzogne. Menzogne private e menzogne pubbliche. Viviamo immersi, sommersi dalle menzogne dei giornali, dei politici. Abbiamo bisogno di tutta la nostra intelligenza, di tutto il nostro senso critico per decriptarle. Leggevo qualche giorno fa le dieci strategie della manipolazione messe in atto dai media e dalle istituzioni identificate da Chomsky, leggerle per credere, riflettere per difenderci.

Parlo di menzogne, o di bugie. Qual è la differenza? La bugia sembra più innocua, anche se viene dal tedesco “böse”, cattivo. Non tutte le menzogne sono così cattive.

A volte sono solo punti di vista: così è, se vi pare. La verità è un caleidoscopio, a seconda di come lo ruoti mostra disegni sempre nuovi e inaspettati. La realtà di tutti giorni è l’equivoco, il malinteso. La distanza che ci separa dagli altri, che scava a volte, abissi insuperabili.

Ma la verità, cos’è? Io la vedo come ἀλήθεια, (α privativo, ricordate, amici?, e λῆθος, da λανθάνω, nascondere), come ciò che non si nasconde. Ciò che resta, se leviamo a uno a uno i sette veli della realtà. Ciò che si scopre, quando si va al di là delle apparenze, quando ci si scava dentro. È l’immagine di noi stessi allo specchio, che ci perfora quando improvvisamente riconosciamo che quegli occhi che ci guardano, siamo noi e sono altro da noi. È l’eco lontana che avvertiamo nei sogni, nella meditazione. È il frammento nel quale ci riscopriamo parte del tutto.

È quando accettiamo di seguire, come l’acqua di un torrente, il corso della vita, e levigare le pietre che incontriamo sul nostro cammino.

La verità è l’impegno che abbiamo con noi stessi. Essere noi stessi, da qui all’eternità.

(Pink Floyd, Echoes, Live at Pompei)

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