Palloncini

Ricordo che da bambina, avrò avuto cinque o sei anni, avevano regalato a me e a mia sorella a ciascuna un palloncino, forse in occasione di una fiera. Il suo era verde smeraldo, il mio blu. Li avevamo legati al polso con una cordicella sottile sottile e a ogni passo ondeggiavano in alto, lassù.

palloncini(foto:http://www.flickr.com/photos/rufino_uribe/406021618/)

Rientrate a casa, abitavamo ancora nel condominio in via Zanchini, in un appartamento al quinto piano, scoprimmo che i palloncini in casa li potevamo lasciar liberi, sì, ma inevitabilmente andavano a finire contro il soffitto. Me li immagino piegare un po’ il capo di lato, come quelle persone troppo alte nel vano di una porta.

Vedere quei palloncini così in gabbia mi deve aver lasciato insoddisfatta, perché ricordo che ebbi l’idea – una delle mie brillanti idee in cui coinvolgevo mia sorella ignara – ebbi l’idea, appunto, di uscire con i palloncini sul balcone. Un bel balcone che correva lungo sul lato ovest dell’appartamento. Il risultato, come potete immaginarlo, fu che il palloncino blu, non più legato al polso con la cordicella, trovò la via della libertà, e si alzò nel cielo, irraggiungibile. Ricordo ancora oggi che lo guardai allontanarsi esterrefatta e consapevole dell’irreversibilità di quanto avevo fatto. Mentre lui saliva e si rimpiccioliva sempre più, fino a non essere che un puntino indistinguibile tra le nuvole, oltre le nuvole, io piansi. Del palloncino di mia sorella non ricordo la sorte, voglio sperare che, visto cos’era successo al mio, lei il suo se lo sia tenuto ben stretto.

Oggi, quando vedo un palloncino alzarsi nel cielo, lo guardo affascinata, messaggero com’è dell’infinito, e al tempo stesso con una punta di nostalgia per quel mio palloncino blu di allora. Talvolta invece m’immagino il contrario: essere piccola piccola e, appesa alla cordicella di un palloncino, lasciarmi trasportare in su, ancora più in su, fin oltre le nuvole.

Nel frattempo ho imparato che con i palloncini bisogna mantenere il fragile equilibrio tra tenerli legati a sé, per goderne la bellezza e la leggerezza, per sentirsi felici come la bambina che ero, e lasciarli liberi, perché, pieni d’aria come sono, sono fatti per salire in alto, e per volare nel cielo.

E, come con i palloncini, così bisogna fare con le persone amate – specialmente quelle persone che hanno in sé la natura giocosa e libera di palloncini, di creature dell’aria e dell’imprevisto. Bisogna tenerle vicine, legarle a sé con un filo sottile, perché sono speciali, perché ti regalano gioia e vertigine, ma anche lasciarle libere di esplorare, oltre le nuvole, il mondo che un giorno anche noi conosceremo.

balloons-22881_640(foto: http://pixabay.com/de/luftballons-ballon-bunte-fliegen-22881/ )

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6 risposte a Palloncini

  1. daniela ha detto:

    Penso che dentro ognuno di noi ci sia un oalloncino….un abbraccio. Trovi sempre delle immagini bellissime per esprimere sia la realtà che i sentimenti.

  2. Valeria Vegni ha detto:

    Io i palloncini li cercavo sempre rossi….e non vedevo l’ora di lasciarli liberi…una meraviglia seguirli nel loro ondeggiare, in balia del vento….Ciao Giovy, a presto, Amutut.

    • bloggiovi ha detto:

      Vale non lo dubiterei mai neppure per un istante, il tuo istinto porta te e chi sta vicino verso i campi sconfinati della libertà. E il rosso è il colore della vita, dell’energia, del fuoco…
      Amutut, a prestissimo!
      Giovi

  3. isanic ha detto:

    la vie est merveilleuse 🙂

  4. isanic ha detto:

    bizzzz

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