Ventidue dicembre – Giorno più, giorno meno

Il ventun dicembre è trascorso. Ci siamo lasciati alle spalle il solstizio d’inverno, l’ultimo giorno del calendario Maya, i timori, i riti, gli scongiuri per questa fine del mondo annunciata.

Abbiamo un giorno in più alle spalle, qualcuno sulle spalle, abbiamo fatto un passo in più nel cammino della vita, tutti, grandi e piccoli, giovani e vecchi, felici e sofferenti. Hanno un giorno in più le famiglie dei bambini vittima della strage nella scuola elementare di Sandy Hook a Newtown, nel Connecticut, hanno un giorno in più le lobby delle armi in America che come unica soluzione propongono di installare in ogni scuola un poliziotto – armato, beninteso. Che assurdità.

Hanno un giorno in più i nostri politici indecisi e beffardi, i nostri giovani in cerca di un futuro, i senza tetto che si aggirano in questa fredda notte berlinese (stanotte hanno annunciato – 10) e che saranno raccolti dai volontari del Kältebus della Berliner Stadmission.

Abbiamo un giorno in più, ma anche un giorno in meno. Un giorno in meno per sbrigare il nostro lavoro, per correggere quei compiti, per lavorare a quella ricerca, per rimettere a posto il solaio o la cantina. Un giorno in meno per comprare i regali di Natale, adesso comincia l’affanno, la corsa anche per chi aveva detto, quest’anno niente regali, poi vedi che gli altri te li fanno e allora ci caschi anche tu. Il venticinque dicembre a pomeriggio saremo tutti sgonfi, le carte colorate dei pacchetti appallottolate in un sacchetto di plastica, e il dubbio che torna tutti gli anni: vanno gettati nella raccolta della carta o sono rifiuti indifferenziati?

Un giorno in meno per diventare migliori di quello che siamo, Per fare quello che davvero vorremmo fare nella vita. Che abbiamo sempre sognato o che non abbiamo nemmeno osato confessarci.

Perché, Maya o non Maya, siamo tutti in cammino verso la fine. O meglio, siamo in cammino verso un confine, che varcheremo, prima o poi, con il nostro bagaglio – o forse leggeri.

Scusate il tono di oggi, avete aperto una finestrella del calendario sperando di trovarci una bambina ridente con il suo orsacchiotto o la sua bambola preferita, e invece ci trovate un notturno, e neanche tanto poetico.

Sarà perché si annuncia la partenza, sarà perché si annuncia la conclusione di questo calendario, oggi mi sento così.

Ma domani, domani è un altro giorno. Un giorno in più!

aurora-borealis_00352477L’aurora boreale in Finlandia (foto: http://wallpoper.com/wallpaper/aurora-borealis-352477)

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4 risposte a Ventidue dicembre – Giorno più, giorno meno

  1. Carla ha detto:

    Cara Giovi! Sorella di mamma diversa! Sicuramente non era la fine del mondo ma a me ieri sera è apparso chiaro che non sono proprio riuscita a migliorarmi in questa vita! Stremata dalle vite passate e dalla certezza di non so quante vite future, annichilita dall’angoscia del samsara, sono stata prestissimo catturata da un sonno fatato ma non lieve e ho trasferito nei sogni tormentati tutte le angosce di questa. Stamattina la fenice ottimista che alberga non voluta nel mio rettiliano è già qui che spinge: dai, fai, vai, compra, lava, sistema…… per cui andrò farò comprerò ma di certo anche …..come dice la canzone…….piangerò

    • bloggiovi ha detto:

      Cara Carla,
      migliorarsi in questa vita è un compito infinito, un lavoro di Sisifo, tanto più se tra i massi che spingiamo e rispingiamo instancabilmente in cima alla collina e che ci rotolano contro consideriamo anche quelli di vite passate e future.
      Ti conosco solo in questa vita – o forse ne abbiamo già condivise altre, come si spiega la nostra sintonia? – ma ti so fenice dai riflessi cangianti, creatura coraggiosa e quasi magica. Il fiore che porti in te è indistruttibile, e, ogni giorno si schiude a nuove sfide, un tocco di aspra dolcezza per il paesaggio intorno a sé. E le gocce di rugiada della notte prima, le asciuga il sole…

      Ti abbraccio
      giovi

  2. Maria Paola Giorgini ha detto:

    Amica mia, ti sono vicina nella malinconia della fine d’anno e nei pensieri anticipatori della fine del Natale…ma so che prestissimo tornerà l’allegria e la speranza e ti inventerai un’altra occasione per parlarci e per farci riflettere…anche se non si chiamerà Calendario dell’Avvento. Tu resti sempre, per me, l’amica adolescente e giovane che non rinuncia alla sua parte leggera e infantile neppure nella più matura delle età…un forte abbraccio di pace e i miei più calorosi auguri per queste feste in famiglia!
    MP

    • bloggiovi ha detto:

      Grazie Maria Paola dell’immagine di me che restituisci. Grazie perché anche se non me ne rendo conto, forse un po’ sono così come dici, e allora il cammino è più leggero. Grazie perché mi ricordi che questo blog – un po’ gioco, ma soprattutto filo dorato che ci unisce – continuerà e troverà altri temi, altri toni, altre voci, E grazie perché tra queste voci ci sarà anche la tua!

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