Diciannove dicembre – Piccoli maestri

Ieri apro fb e chi ti vedo? Boris. Seduto in uno di quei cesti a sdraio che si trovano sulle spiagge del nord, circondato da scaffali di libri, eccolo raccontare ai bambini di oggi le sue letture preferite da piccolo, il primo libro illustrato che gli leggeva sua madre, i primi libri letti e riletti da lui, i personaggi, le storie, la magia…

I libri che mi si sono iscritti nell’animo sono tanti e diversi tra loro.

Pinocchio, in un’edizione illustrata che si comprava a fascicoli in edicola e venne poi rilegata con una copertina blu, la sagoma dorata del burattino in rilievo. Me lo leggeva mia madre nel lettone, di pomeriggio. (Il libro esiste ancora in casa dei miei, un po’ squadernato, ma ancora abbastanza riconoscibile da essere sfogliato da mio nipote Michele).

Alice nel paese delle meraviglie, anche questa una lettura pomeridiana di mia madre.

Poi vengono i libri letti e riletti da sola.

Winnie Puh l’orsetto, che in realtà avevano regalato a mia sorella, a me era toccato Bambi, che mi riempiva di tristezza, che ha per protagonista un orso di poco cervello e le sue avventure inimitabili sue e dei suoi compagni nel Bosco dei Cento Acri. La prima volta in cui siamo stati a Londra, Boris me ne ha regalato una ristampa dell’edizione originale, e ce l’ho ancora lì, tra i libri a portata di mano, vicino al comodino.

Un libro di fiabe africane regalatomi dalla mia dada, l’indimenticabile Gigliola, detta Lola, fiabe delle quali ricordo ancora un titolo “Tira-tu-che-spingo-anch’io e il dottor Pensacitu”, e un’altra storia, quella dell’uomo con una famiglia numerosa che sfama con un caspo di banane, ma per lui non ne resta nessuna, allora tutti i suoi figli gli danno un pezzetto della loro banana e alla fine è lui ad aver mangiato più di tutti.

E poi, Piccole donne, che si apre con l’indimenticabile recita di Natale delle quattro sorelle, Meg, Jo, Beth e Amy, e ne racconta le vicende nell’America del secondo Ottocento. Anzi, tutta la serie: Piccole donne, Piccole donne crescono, Piccoli uomini, e I ragazzi di Jo. Letti e riletti fino allo sfinimento, pieni d’insegnamenti. Avrei voluto essere Jo, la ribelle e la creativa, che, alla fine, trova il suo compagno in Fritz, artista tedesco, e con lui aprirà una casa-scuola per bambini, Piccoli uomini. Se ci penso, il mio artista tedesco l’ho trovato anch’io, e la casa-scuola per bambini è un mio sogno da sempre.

E voi, cosa leggevate? Quali sono i libri, le figure, le parole, i sogni che si sono iscritti nel vostro animo?

Piccoli_uomini(foto: http://www.mursia.com/components/com_virtuemart/shop_image/product/Piccoli_uomini_4e5f311235746.jpg)

Il video di Boris, giusto per darci un’occhiata

https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=icoTpr0En6E#!

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