Tredici dicembre – Fiat lux

Si avvicina il solstizio d’inverno, e, come per contrastare il buio incombente, oggi si festeggia la santa della luce.

Due immagini, anzi tre.

Le vie di Forlì invase dalle bancarelle della fiera di Santa Lucia, patrona della città (insieme alla Madonna del Fuoco). Noi liceali, approfittando della lectio brevis – grazie al grande latinista e preside Tebaldo Fabbri – sciamiamo da viale Roma verso Corso della Repubblica, sperando di incontrare qualcuno di speciale che ci regalerà il torrone (a me, me l’ha mai regalato qualcuno? Amiche, ve lo ricordate, voi?), secondo la tradizione. Arriveremo a casa infreddolite, ma con gli occhi pieni delle luci brillanti delle decorazioni, nel naso il profumo delle mandorle abbrustolite e dello zucchero filato, la bocca e le mani impastate di torrone morbido (a causa del duro qualcuno ogni tanto finiva dal dentista…), che si comprava, si compra ancora, a pezzi: torrone classico, al pistacchio, al cioccolato, al gianduia… Che festa!

La seconda immagine viene da un libro che da bambina mi ha affascinato: l’Enciclopedia dei Quindici. Nel volume dedicato alle feste e alle tradizioni ricordo ancora la pagina dedicata alla festa delle luci, la Santa Lucia svedese. Bambine vestite di abiti bianchi, simili ad angeli, sfilano con in testa una corona di candele. Quanto mi ha fatto sognare quel disegno! Leggevo e rileggevo la descrizione di questa processione, e guardavo ammirata quelle bambine, dai lunghi capelli lisci e color del grano, illuminati dai riflessi del fuoco – io bruna e riccia…

enciclopedia_quindici_2

(foto: http://www.animamia.net/le-enciclopedie-per-bambini-da-usare-per-la-scuola/)

A Berlino, il giorno di Santa Lucia, il torrone non si trova. Ho provato a comprare qualche torroncino nei negozi di specialità italiane e a regalarlo alle colleghe, ma non è la stessa cosa. Però, poco lontano da casa, in un negozio di specialità svedesi ho trovato i Lussekatter (i gatti di Lucia), delle focaccine dolci allo zafferano che in Svezia si usa mangiare proprio in questi giorni. Che bontà!

lussekatt(foto: http://teamreebok.wordpress.com/2011/12/06/hur-manga-lussekatter-far-man-ata-per-dag/)

PS. Se qualcuno mi manda una foto della fiera di Santa Lucia a Forlì, la inserisco volentieri nel post.

PPS. Ai nostalgici dei Quindici segnalo il brano di Tommaso Labranca, Generazione Quindici.

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Grazie alla Marghi per le foto della fiera di Santa Lucia!

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4 risposte a Tredici dicembre – Fiat lux

  1. Carla ha detto:

    Cara Giovi anche per me Santa Lucia è un ricordo magico. Un pò perchè era anche il compleanno del mio babbo a cui regalavo sempre conchigline rare e preziose (comprate proprio in una bancarella di Santa Lucia!) che alla fine si sono radunate in una piccola collezione che adesso conservo io. E un pò perchè l’annuncio citofonico del nostro caro preside che con una punta di rammarico ci concedeva non già una lectio brevis bensì una lectio brevior mi ha sempre messo di buon umore per l’implicita ironia sulla ns irrimediabile insipienza. Ricordo i freddi, i rari e congelati fiocchi di neve – che fra l’altro anche oggi è attesa – le dita e il naso virati in un bel colore bordeaux, le vasche nel corso e gli incroci magici con i compagni del cuore. Stamattina mi sono svegliata ripromettendomi di portarci oggi mia nipote. E se riesco ti manderò la foto, cara amica. Un bacione Carla

    • bloggiovi ha detto:

      Cara Carla,
      grazie dei tuoi ricordi, davvero magici!
      Ti penso allora e oggi tra le bancarelle dorate, unica come le conchiglie che compravi, sorridente e con le gote arrossate dal freddo. Sicuramente riuscirai a trasmettere la magia di questo giorno alla tua nipotina!
      A presto, ormai prestissimo!
      Giovi

  2. CARLO ha detto:

    Concordo pienamente Giovanna, Tebaldo era un piccolo, grande uomo di buon senso e tanta cultura in un lager abitato indifferentemente da personaggi ottocenteschi o giovani belve ormonali e in carriera dove noi poverini dovevamo sopravvivere: la fiera era un rifugio con i profumi di croccante e torroni, piccole opera d’arte di miele albume e frutta colorata. Those were the days.

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