Dodici dicembre – Viva l’Italia

Ogni anno, il dodici dicembre, ci ripenso. Ripenso alla strage di Piazza Fontana, e ripenso alla canzone di Francesco De Gregori. La canzone è del 1979. Chi l’ascolta oggi, lo saprà ancora, cos’è l’Italia del 12 dicembre?

Ecco, per non dimenticare:

Viva L’Italia
Viva l’Italia, l’Italia liberata,
l’Italia del valzer, l’Italia del caffè.
L’Italia derubata e colpita al cuore,
viva l’Italia, l’Italia che non muore.
Viva l’Italia, presa a tradimento,
l’Italia assassinata dai giornali e dal cemento,
l’Italia con gli occhi asciutti nella notte scura,
viva l’Italia, l’Italia che non ha paura.
Viva l’Italia, l’Italia che è in mezzo al mare,
l’Italia dimenticata e l’Italia da dimenticare,
l’Italia metà giardino e metà galera,
viva l’Italia, l’Italia tutta intera.
Viva l’Italia, l’Italia che lavora,
l’Italia che si dispera, l’Italia che si innamora,
l’Italia metà dovere e metà fortuna,
viva l’Italia, l’Italia sulla luna.
Viva l’Italia, l’Italia del 12 dicembre,
l’Italia con le bandiere, l’Italia nuda come sempre,
l’Italia con gli occhi aperti nella notte triste,
viva l’Italia, l’Italia che resiste.

(Francesco de Gregori, Viva l’Italia, dall’album omonimo, 1979)

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9 risposte a Dodici dicembre – Viva l’Italia

  1. Linda Guzzetti ha detto:

    Cara Maria Giovanna,,
    anch’io il 12 dicembre penso sempre alla strage di Piazza Fontana.
    Ho appena visto il film di Marco Tullio Giordana, Romanzo di una strage.
    Mi ha fatto un effetto strano: man mano che il film andava avanti, mi ritornavano in mente i nomi e le losche imprese di personaggi che pensavo di aver del tutto dimenticato: Stefano delle Chiaie, Freda e Ventura.
    Però il film in sé presenta Calabresi e Moro in una luce talmente lirica che l’avrei intitolato “Idillio di due uomini” 🙂
    Ciao,
    da Linda

    • bloggiovi ha detto:

      Cara Linda,

      grazie del tuo commmento. Il film non l’ho visto, ma lo guarderò e mi terrò a mente il tuo commento!
      A presto
      Maria Giovanna

    • bloggiovi ha detto:

      Cara Linda,

      “Romanzo di una strage” l’ho visto stanotte, e ti ringrazio di avermelo segnalato. E’ vero che presenta Calabresi e Moro in una luce, per lo più cristallina, anche se qua e là compaiono tratti che invitano lo spettatore a pensare che non sia tutt’oro quello che luccica (penso per esempio al colloquio tra Moro e Saragat quando Moro gli riferisce i risultati della sua indagine parallela). Credo comunque che Moro debba essere raccontato e segnalato ai giovani che non lo conoscono come uno statista significativo e scomodo per tanti politici (e la sua fine lo dimostra).
      Quello che però mi ha affascinato nel film è la chiarezza e la sobrietà con cui vengono raccontati gli intrecci tra ragion di stato, servizi segreti e gruppi di estremisti, in particolare i gruppi neofascisti (Delle Chiaie, Freda, Ventura e compagnia, SID inclusi), la connivenza o l’impotenza dei magistrati coinvolti e la complicità tra forze dell’ordine e politica. Ed è quello che, ancora oggi, mi fa rabbrividire.
      Apprezzo anche il confronto alla fine del film tra Calabresi e il questore di Roma, e le due versioni dei fatti, raccontate in via ipotetica, che ci mettono comunque davanti al baratro (non che creda a quella del questore di Roma…).
      Apprezzo infine l’abilità di Petraglia, Rulli e Giordana, a scavare nella vicenda senza incorrere nel rischio di calunnia e diffamazione (la ragion di stato è sempre in agguato).
      Insomma, un film che ci fa riflettere. Da far vedere nelle scuole, per fare lezione di storia.
      A presto
      Maria Giovanna

  2. Renata ha detto:

    Io, quel 12 dicembre 1969, l’ho vissuto (purtroppo) in prima persona. Lavoravo come impiegata proprio nella Banca Nazionale dell’Agricoltura di Piazza Fontana a Milano e quel boato e disastro sono rimasti incisi nella mia mente come allora. Resisti Italia….

    • bloggiovi ha detto:

      Cara Renata,

      lo so bene, che l’hai vissuto in prima persona. La Vale, che ho conosciuto pochi anni dopo, non ha mai smesso di raccontare lo sconvolgimento e la preoccupazione di quella giornata!
      Ma davvero, resisti, Italia, oggi più che mai!
      A presto
      Giovanna

  3. Valeria Vegni ha detto:

    Io il boato l’ho vissuto al telefono, quel telefono attaccato al muro, proprio di fronte alla porta di entrata della casa di Via Pettini…..qua è scoppiata una bomba… ancora oggi mi chiedo perchè….resisti Italia, resisti Terra…

  4. carla ha detto:

    Cara Giovi,

    io l’avevo stranamente dimenticato, poi, prima di andare a letto, ho fatto passare i canali e a Dixit ho visto un filmato dell’epoca in bianco e nero, che mi ha commosso. Alla fine però c’era la cruda realtà, in sovraimpressione:
    la Cassazione nel 2005 ha assolto Freda ecc. Dopo 43 anni e (non so quanti) … processi. la strage di Piazza Fontana non ha colpevoli.
    Carla

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