Nove dicembre – Il fantasma dell’opera

La riflessione di oggi verte sull’attualità politica. All’improvviso, come in un film dell’orrore in cui il mostro si credeva già morto, si staglia contro le quinte della scena politica italiana il fantasma dell’opera, lo “spirito malvagio”, il “morto vivente” (così lo definisce la Sueddeutsche Zeitung di oggi).

Non pago di aver fatto e disfatto la politica e l’economia italiana a suo unico vantaggio, e a vantaggio di pochi altri, torna ad incombere minacciosamente su un paese ormai a pezzi. Un paese che vuole ripartire, ma che rischia di essere frenato e trascinato nel baratro da chi, come il conte Dracula, si nutre del sangue degli altri. Del nostro sangue.

L’Europa reagisce con apprensione, i mercati traballano, l’economia italiana già a terra come resisterà?

E noi, come reagiremo? Come reagiremo alla disonestà di cui si fa portavoce, alla falsità e alla menzogna che diffonde ad ogni passo, al disprezzo dei valori del nostro bene comune, della nostra repubblica, al disprezzo di noi tutti, cittadini e cittadine, uomini e donne?

phantom_opera(foto: http://fuckyeahphantomoftheopera.tumblr.com/)

Per saperne di più

Il fantasma dell’opera, Erik, un personaggio creato da Gaston Leroux nel 1910, è nato sfigurato, porta una maschera che ne nasconde le fattezze, ma ne anticipa la morte, vive nei cunicoli del teatro dell’opera – che forse lui stesso ha costruito – e, fra le altre cose, è ventriloquo. E’ abile e malvagio, è notturno e infido. Si avvale del fatto che i direttori del teatro non credono alla sua esistenza per operare e malversare. Porta alla celebrità una cantante del coro dell’opera, perché s’innamora di lei; promette ad altri celebrità e potere, e vive del vitalizio che estorce al teatro dell’opera. Cerca riconoscimento e amore, l’amore di Charlotte. Per averlo inganna, distrugge, uccide avversari e persone che gli intralciano la strada.

Una delle stanze del suo nascondiglio è una specie di labirinto di specchi, in cui la realtà si confonde con l’illusione e l’illusione viene presa per realtà. I suoi prigionieri, storditi da questo labirinto, ne impazziscono.

Nel romanzo il fantasma dell’opera, Erik, finirà per lasciare libera Charlotte, che aveva rapito e ridotto a bambola inerte nelle sue mani, incapace di opporre resistenza. In questo modo si redime, e acquista la compassione, forse la simpatia del pubblico.

Ma Il fantasma dell’opera è un romanzo. La realtà è un’altra cosa.

 

 

 

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