Da qui a Natale: un calendario dell’avvento

Dicembre si avvicina a grandi passi, e con lui Natale. A Berlino, come in tutta la Germania, l’attesa è accompagnata da tanti rituali. Case e finestre, porte e interni vengono decorati con figure di ogni genere; a centrotavola risplendono le corone dell’avvento, con quattro candele, una per ogni domenica d’avvento; i grandi viali, la Ku’damm e Unter den Linden, vengono illuminati dalle composizioni più stravaganti; in famiglia si dedicano giorni e giorni a cucinare biscottini prelibati (i Plätzchen), e non ultimo a confezionare (di nascosto) calendari dell’avvento e non solo per i più piccini.

Il calendario dell’avvento può assumere tante forme. Le versioni casalinghe prevedono collane di ventiquattro sacchettini multicolori, con altrettanti regalini, uno per ogni giorno di dicembre, fino alla vigilia; calendari con ventiquattro finestrelle dietro le quali si celano cioccolatini dai vari gusti; o, i miei preferiti, paesaggi di favola le cui finestrelle rivelano, di giorno in giorno, un particolare diverso: un leprotto nella neve, un gatto acciambellato dietro una finestra, due bambini che accendono una candela, un panpepato, un fuoco che arde, uno gnomo, una volpe, un orso che pesca seduto su un ramo in una notte di luna…

Come tutti gli anni, anche quest’anno ne ho comprati tanti, tutti diversi, da regalare ai nipoti e alle amiche. Li ho scovati in un andirivieni fra librerie, negozi di giocattoli e KaDeWe. Li ho raccolti, assegnati con cura ai destinatari, Irene, Giacomo, Mika, Michele, Alessio, Chiara, Stella, Stefano, Pierfrancesco, Arianna, Valeria, Rita e Carla e la nostra vicina di casa. E, naturalmente, uno per noi. Li ho impacchettati e spediti, pregustando la gioia e la sorpresa di chi li riceverà, immaginando la curiosità dei bimbi nell’aprire ogni mattino una finestrella nuova, le loro manine impazienti e i loro occhi sgranati. E forse anche ai meno piccoli sarà riservato un oohh di meraviglia…

Quest’anno, però, vorrei aggiungere a questi un altro calendario dell’avvento. Un calendario fatto di pensieri, di riflessioni, d’impressioni. Uno sguardo sul mondo di oggi, che purtroppo non sempre ci riserva immagini altrettanto confortanti. Ma insieme, anche esempi di speranza, d’impegno, di dedizione. Ogni giorno vorrei volgere lo sguardo a una realtà diversa, da conoscere, da denunciare o anche solo da commentare. Ogni giorno vorrei raccogliere una traccia, un gesto, una parola che ci insegnino il cammino verso un oggi – e un domani – più attento e più costruttivo. E qualche volta, perché no, vorrei poter sorridere con voi di qualcosa.

La vedo come una sfida. E mi piacerebbe che contribuiste anche voi, sia con i vostri commenti e le vostre osservazioni, sia segnalandomi dove rivolgere l’attenzione, sia inviandomi un testo, un’immagine, un appello, una riflessione, un esempio, perché li possa pubblicare qui.

Ci state?

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(foto di Giovanna T. e di http://www.arsedition.de/)

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2 risposte a Da qui a Natale: un calendario dell’avvento

  1. Valeria Vegni ha detto:

    Cara Giovy. sai che ti leggo sempre e che partecipo sempre alla tua voglia di comunicare.
    “Le parole hanno un significato. Quando sono vere, sensate e sincere, curano i cuori che piangono. Servono a sanare i conflitti tra mariti e mogli, genitori e figli, fratelli e sorelle, a intraprendere e portare a termine le iniziative comunitarie e a lenire le sofferenze. Le parole sono sacre.” – Aminata Traorè Capovillaggio Dogon – Malè” ….”La poesia non deve morire. Dove starebbe altrimenti la speranza del mondo?” (24 dicembre)

    • bloggiovi ha detto:

      Cara Vale,

      grazie della tua risposta e della tua voglia di comunicare. Sulle parole non c’è alcun dubbio. Tu sai come mi sentivo due sere fa. Ieri mattina, andando all’università in bici, mi sono ritrovata a mormorare tra me e me, brandelli di parole, per dare sfogo ai miei sentimenti, per nominarli, per vedere se me li potevo lasciare alle spalle. Più tardi, in una pausa, ho scritto una poesia, che terminava con una richiesta. E (tac!, direbbe Enrico), non appena terminata la richiesta, è arrivata la risposta. “Le parole, se sono vere e sincere, curano i cuori che piangono.”
      Lo terrò presente, fino alla fine….
      Un abbraccio, amutut!
      Giovi

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