Lontano da chi?

Un post per ringraziare la tecnologia. La tecnologia, la telefonia e la rete, il web, la toile, das Netz, la red, che mi permettono d’intrattenere rapporti quotidiani con gli amici e la famiglia in Italia – e altrove. Skype, fb, il telefonino, sono per me, ancora più del telefono, i legami saldi con i miei affetti.

Dai messaggi in bacheca su fb, alle telefonate su skype e alle chat, ai messaggini sul telefonino, a ciascuno il suo mezzo di comunicazione. Coi cugini ci si sente su fb o via mail, con la Valentina anche su skype o al telefonino, con la Vale – protagonista indiscussa della comunicazione via computer – su skype, con la Piccia al telefonino, con l’Ari e Pierfra a volte funziona la telepatia…

(foto: https://www.facebook.com/QuantumFractal)

Ecco qualche esempio. Solo questa settimana, oltre alle telefonate “normali”, ho conversato su skype più volte con la Vale (ci sentiamo quasi quotidianamente), con Giovanni, a Firenze, mi sono sentita via sms con la Piccia, con Paolo e Giorgio, con le mie cognate, la Marta, la Monia e la Robi, con la Carla e, seppure fuggevolmente, la Rita. Su fb ho scambiato qualche parola con Maria Paola. Grazie a un’app del cellulare ho chattato tutti i giorni con mio cognato, Massimo, attualmente a Verona, anzi, una sera ho chattato contemporaneamente con lui e con mia nipote, che vive a Londra. Per non parlare dell’amico strappa risate, di cui questa settimana è stato sia il compleanno sia l’onomastico, di Pierfra, che compie gli anni oggi, e della zia Piccia – tra tutte la più tecnologica, visto che sa mandare anche messaggini fotografici.

Le foto sono davvero una marcia in più: con B., quando è fuori città per letture, ce ne scambiano numerose, suggellando così i messaggi del buongiorno e della buonanotte: e mentre lui m’invia tramonti o particolari dei luoghi in cui si trova – una rosa, il tramonto su una collina, una statua, un graffiti – io gli restituisco immagini del quotidiano – il cappuccino con il giornale, la fruttiera illuminata in cucina, le candele accese sulla mia scrivania.

Il clou della settimana è stato giovedì sera, la partita di basket di Euroleague, Alba Berlino contro Montepaschi Siena. Verso sera il messaggino di mio fratello: “Ci vai?” Certo che ci vado, il biglietto l’avevo comprato in largo anticipo, un grande rientro per me, lontana dai campi da basket da tanti anni. “Grande! Ti seguo alla TV, fammi un saluto!”

E’ stato più di un saluto! Appena arrivata al palazzetto, l’Arena O2World, e scoperto che la curva ospiti, in cui avevo prudentemente comprato il biglietto, era in realtà piena di berlinesi, inconfondibili per i bicchieroni di birra, i wurstel, le patatine e, non ultimo, le sciarpe e le magliette gialle dell’Alba, ho lanciato il mio grido d’aiuto: “Son tutti berlinesi!”, a Giorgio e, per sicurezza, anche su fb.

La serata è stata indimenticabile. Non solo perché Siena ha meritatamente vinto (75 a 73), ma perché, telefonino alla mano, l’ho vissuta insieme a mio fratello, scambiando commenti, informazioni e foto dal vivo: “Peccato per l’ultima bomba!”, mi scrive lui dopo un tiro da tre non realizzato. “L’Alba pressa un casino…” osservo io, un po’ inquieta. “Pressano, pressano, ma sono sotto!” (Sono stati sotto anche di 14 punti…). Su fb intanto mi risponde l’Arianna: “Attenta agli ultrà!”, ma di ultrà non ce n’è traccia, c’è solo un pubblico, va detto, assai corretto.

Infine quando, dopo un “parziale rovinoso” per Siena nell’ultimo quarto, nel quale l’Alba ha inanellato una serie di azioni senza sbagliare un canestro, a sette secondi dalla fine, Siena è sopra di soli due punti, c’è una rimessa per l’Alba, le squadre riunite in time out, mi arriva via sms da Giorgio la parola di verità: “Adesso ci vuole testa!”.

La testa l’ha avuta Siena, l’Alba invece non ha saputo mantenerla, ed io, nell’esultanza del trionfo, stretta la mano al signore che sedeva due file davanti a me e che avevo visto trepidare con me – allora non ero l’unica senese in tutto il palazzo – non ho resistito e ho chiamato Giorgio per commentare ampiamente la partita, ancora sul luogo.

Un’ultima foto, una chiacchierata anche con B. prima di riprendere la metropolitana, e rientro a casa. Da sola? Macché!

(foto: Giovanna T.)

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4 risposte a Lontano da chi?

  1. Maria Paola Giorgini ha detto:

    La tecnologia del solo telefono mi ha consentito di rimanere in contatto a cadenza settimanale, se non quotidiana, con la sola famiglia, negli anni, perché…chiamavano loro! Ora che si scrive, sono sempre io che sprono gli altri a rispondermi, o almeno ad ascoltare quello che ho da dire…mi trovo bene sia con gli sms sia con i messaggi su fb. E’ una gioia poter scambiare due parole da casa propria, alle ore più strane, con una serie di sms “botta e risposta”, senza disturbare l’interlocutore con il trillo del telefono, oppure la sera prima di cena, dopo aver terminato il proprio lavoro vedere chi c’è “on line” per condividere una poesia, una canzone, un ricordo, uno scambio di battute, una risata con chi in quel momento resta “acceso” ed ha tempo da dedicarci…perciò grazie alla tecnologia, certo, che accorcia le distanze con gli amici e, a me personalmente, evita l’isolamento da cui senz’altro sarei tentata, data la mia pigrizia nell’uscire di casa…dei lati oscuri del mezzo…parleremo un’altra volta. Ciao, carissima!

    • bloggiovi ha detto:

      Grazie Maria Paola,

      in effetti la comunicazione scritta ti è sempre stata congeniale. Ricordo i tuoi diari, le tue lettere durante le vacanze estive. E ora, con un veloce sms o un messaggio botta e risposta, si è vicini, e, in tempo reale. Anch’io mi affaccio su fb a volte come su una piazza, per un giretto veloce, una sbirciata, un saluto, e, spesso anche, per godermi una delle canzoni condivise proprio da te!

      Un abbraccio

      Giovi

  2. Carla ha detto:

    su SKYPE mi trovi come carlacasalini1 , ci vediamo lì !!
    anche per me la tecnologia che avvicina è un grande sballo anche se sono di poche parole salvo durante le colazioni a cappuccino e chiacchiere come ben sai
    ti abbraccio carla

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