Mille di queste carote! – Cronache dell’altro mondo

Ancora una volta ce l’abbiamo fatta! Superando vincoli spazio-temporali, ci siamo ritrovati in un universo parallelo, in una dimensione al di là del quotidiano, pianeti lanciati nelle loro orbite, le cui sfere producono dissonanti armonie…

Il luogo – a metà tra una maniatta, una capanna masai, e un tipì indiano: mobili etnici, maschere, corna d’alci, rabanga e rungu, scudi e pelli d’orso, coperte zebrate e acchiappasogni, braccialetti di perline e bisonti… (avete capito dove?)

Le presenze – reali o virtuali, nel numero magico di sette, vedono insieme la mzungu (pronuncia muzungu, la donna bianca tra i masai), l’esoterica attiraquanti (venuta in vespa, naturalmente), l’impeccabile dai lunghi capelli, la ritardataria dal sorriso del gatto di Alice nel paese delle meraviglie, lo strapparisate che non vuole essere nominato, la fedele compagna giunco di fiume, e con lei, naturalmente, il suo compagno, il Pedro!

La comunicazione – verbale, paraverbale e non verbale, immediata e medianica: incipit epici inframmezzati da mezze frasi masticate a bocca piena (per la fretta di raccontare, di aggiungere un particolare), esclamazioni a sorpresa, acclamazioni all’unisono, una catena ininterrotta di commenti e di battute a raffica, di risate addosso ad altre risate, di corpi scossi, di teste che si agitano, di sussulti e grida, accompagnati di quando in quando da accenni di danze (dell’esoterica) a malapena trattenute.

Una spirale vorticosa che verteva su episodi salienti del viaggio in USA, ormai ascesi a dimensione del mito: la pioggia di dollari, il Matrix sulla terrazza panoramica, il CD masterizzato ad Afton, Wyoming, la bistecca eternamente rincorsa, ma non sempre raggiunta, le carote e i sedani, i chilometri, anzi le miglia, i malanni della più giovane,  i miei dubbi sulla Dodge Caravan più grande di noi, le peripezie della Vale per entrare e uscire dal secondo piano del letto a castello…

Per chi c’era, riporto qui alcune delle battute. So che, avulse dal loro contesto naturale, agli altri potranno sembrare insipide, ma chi c’era – vicino o lontano – le saprà ricollocare nella giusta luce.

In macchina:

V. “ …e  le carote che si mangiava! Giovannella, mi daresti una carota? Senza sbucciarle, né lavarle, che la Nico mi diceva, ma mamma, sono degli zingari!”

E. “Ma dovete fare l’epatite A!

G. “Ce l’abbiamo già!”

P. “Cosa, l’epatite?”

G. “… poi adesso a casa ci viene recapitata la verdura biologica, il Landkorb…”

E. “L’anticorp!”

Sulla terrazza panoramica della Monument Valley:

AAVV. “Scusi, ci potrebbe fare una foto?”

V. “E lei, a braccia aperte (gesto plastico, allargando le braccia a mo’ di mastella, avrebbe detto Balestra), ‘No, sto lavorando!’, al che io subito, ve la faccio io, ve la faccio io, come la volete?

G. “Vale, dove ho messo le chiavi della macchina? Cerca cerca non le trovo…” (erano lì, sul sedile…)

E. (azzardando un’ipotesi) “E tac, salta fuori il bancomat!”

 G. (tra le risate) “No!”

E. (seconda ipotesi) “E tac, salta fuori il sedano!”

G. (tra doppie risate) “No!”

G. “Che poi alla fine mi ha regalato questo (facendo vedere il braccialetto navajo), scusate se è poco…!”

E., A. e P. (all’unisono): E.  “Con cosa l’ha pagato? / A.  “L’ha rubato?” / P. “E’ di brillanti? No, perché sennò…”

G. “Che poi, l’altro giorno, quasi due mesi dopo, mi è venuta in mente che non poteva essere colpa mia, perché… E gliel’ho anche detto, ma lui…”

E. (professorale) “Superior stabat lupus, inferior agnus…”

(grazie a: http://www.scuolamediabramante.it/classe2.0/blog/archives/119)

Ripetutamente, durante la vacanza:

V. “Questa roba mi fa schifo! Non ne posso più di mangiare questa roba!”

A Monticello, uscendo dal bagno con un filo in mano:

B. “Giovi, cosa sono queste?”

G. “Sono le mutande della Vale!”

V. (indicando l’impeccabile) “Me le ha consigliate lei!”

Tra un racconto e l’altro, tra una risata e l’altra, si attaccano le pizze. Qualcuno le ha divise a spicchi, forse non contento della pizza che lui stesso aveva ordinato – e anche pagato – , ma non tutti sono d’accordo nel dividerle.

P. “E., vuoi uno spicchio della mia?”

E. (temendo di dover cedere in cambio uno spicchio della sua, con la mano levata) “No, no, grazie!”

P. “Ma guarda, che non la mangio tutta, la tua non te la chiedo!”

E. “Allora, in questo caso, lo prendo volentieri…”

Dopo le pizze, vengono offerti torta di mele della mamma della Vale e nocino della zia di Massimo.

A. “Se te l’ha dato ai tempi in cui eravate fidanzati, preferisco di no!”

E infine ci si accomoda sui divani a guardare il video delle foto (un’ora e dieci, due volte il CD di Sacred Spirit 2, colonna sonora della serata). Il Pedro, la consueta mano tra i capelli (della Simo); l’impeccabile, che il video l’ha già visto due volte e ai Sacred Spirit preferisce i Guns and Roses; la ritardataria, che poi farà notte a guardare anche le altre foto; lo strapparisate, che si era guardato già il video di foto dei masai (un’ora scarsa, sempre con il sottofondo dei Sacred Spirit 2), e, dopo birra e nocino, sta pensando che, se la polizia lo dovesse fermare sulla via del ritorno, potrebbe provare con un “Heya, heya, heya” e una danza etnica…

La lunga teoria di targhe USA fotografate dalla Nico dà un’idea al Pedro:

E. “Adesso voglio metterlo anch’io sulla targa, il profilo della Rocca di Ravaldino!”

E, in attesa di vedere realizzato il suo proposito, ci salutiamo:

E. (alla Vale) “Te, prendi il tatanka!”, e a me: “Saluta B. Mille di queste carote!”

Questo slideshow richiede JavaScript.

(Foto di Nicoletta M., Boris P.,  Giovanna T. eValeria V.)

Grazie alla Vale per le foto e per l’ispirazione.

 E, come dice il Pedro, a tutti grazie per la compagnia!

Questa voce è stata pubblicata in amiche, amici, compagni di risate, compagni di scuola, risate, USA, vacanze, viaggi e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

6 risposte a Mille di queste carote! – Cronache dell’altro mondo

  1. Valeria Vegni ha detto:

    Giovy, che ridere!!!! Riesci anche a farmi passare la “gnegna” accumulata nella settimana….lasciando a futura memoria la piacevole atmosfera di ridanciani incontri! Amutut!

  2. Maria Paola Giorgini ha detto:

    Dopo un salto in quel di Forlì…è tutto più chiaro. Che peccato non esserci stata, avrei certo contribuito anch’io a “tirar tardi” con la ritardataria…

  3. Pingback: Radici | bloggiovi

  4. Pingback: Memorabilia | bloggiovi

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...