Segnali di saggezza

In questi giorni sto leggendo un libro affascinante, Il vento è mia madre. Vita e insegnamenti di uno sciamano pellerossa, di Bear Heart e Molly Larkin. A qualcuno potrò sembrare superficiale, incostante, o nel migliore dei casi eclettica: passare così dallo zen allo sciamanesimo, dal cristianesimo all’animismo… E la prossima tappa quale sarà?

Io invece ci vedo una continuità, la traccia di cammini che attraversano terre differenti, ma portano tutti a una meta comune.

E anche Nokus Feke Ematha Tustanaki, Bear Heart, Cuore d’Orso, la vede così, perché nelle sue riflessioni coniuga gli insegnamenti di Buddha con la saggezza dei vecchi pellirossa, la parola di Cristo con la fede nel Grande Spirito, tutte manifestazioni di Dio, di un Dio che è in noi e nelle creature della natura, uccelli, alberi, nuvole, pietre, acque…

Figlio di un popolo che ha subito sofferenze e stermini inauditi, che ha visto massacrati anziani, donne e bambini a migliaia dall’uomo bianco, Cuore d’Orso è un uomo-medicina, come si chiamano loro, un saggio, uno sciamano, educato sia nella tradizione culturale del suo popolo, sia in quella occidentale. Un uomo che guarisce con i canti, con una penna d’aquila, che capisce la voce della terra e degli animali, come capisce la voce dei suoi simili che soffrono.

Le sue riflessioni sono una scoperta, racchiudono l’eco di un profondo legame con la natura, il profumo di praterie sterminate, lo stormire di venti inimmaginabili, il suono di canti rituali e di tamburi lontani, il convergere di forze potenti dalle quattro direzioni dell’universo.

Certo non potrò rendere questa magia nelle mie parole, ma ecco alcuni degli insegnamenti che vorrei condividere con voi.

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Se qualcuno ti offre qualcosa, accettala con gratitudine. “Il Grande Spirito non guarda alla misura, ma al modo in cui una cosa viene data.” Ogni cosa che ci viene offerta è un dono, che ci arricchirà, se lo sappiamo accettare. Quando due degli anziani uomini-medicina lo scelsero come allievo, Cuore d’Orso accettò con gratitudine, e s’incamminò in un addestramento di ben 14 anni, fatto di preghiere, di digiuni, di canti e di prove interminabili.

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Il sistema d’addestramento dei loro anziani passa attraverso la tradizione di una saggezza fatta di mistero e l’esperienza. “Non dire di conoscere qualcosa finché non lo hai sperimentato in prima persona.” L’accettazione del mistero e la sua esperienza sostituiscono le risposte a tutte le domande. “Spesso gli anziani non danno spiegazioni e quindi dobbiamo immaginare una risposta da soli. Non li importuniamo con le nostre domande. Accettiamo il fatto che per ogni cosa che dicono e fanno esiste uno scopo. Non porre domande ai nostri maestri fa parte del rispetto che proviamo per loro.”

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Dopo averlo fatto stare immobile abbracciato a un albero per un’intera giornata, uno dei suoi maestri disse a Cuore d’Orso: “Voglio che impari ad essere come quell’albero. Se quell’albero potesse parlare ci direbbe molte cose. Quando impari qualcosa non distrarti. Impara ad ascoltare. Ascolta il vento. Se, mentre stai camminando, improvvisamente vedi uno stormo d’uccelli levarsi in volo, fermati. Qualcosa li ha disturbati. Che cosa è stato? Un altro animale? Un altro essere umano?”. Per aiutare gli altri, dobbiamo imparare ad osservare e fare silenzio. Ad ascoltare la voce degli altri, le voci dell’universo, a porgere l’orecchio a quanto ci viene detto – e non solo con le parole.

(foto: http://farm6.static.flickr.com/5043/5642648310_76007a0123.jpg)

I saggi del loro popolo percepiscono l’energia vitale in ogni cosa. “Quello che la società occidentale chiama ‘oggetti inanimati’ (rocce, gioielli, vestiti, mobili ed edifici) sono considerati dalla mia gente entità viventi, dotate di energia viva. Per noi le pietre sono ‘il popolo della roccia’. Un mio zio conosceva una canzone che agiva sui sassi. Prendeva dei sassi in mano, cantava la canzone e, quando questa era terminata, i sassi saltellavano attorno alla sua mano. Questi ‘oggetti inanimati’ trattengono l’energia, anche se dall’esterno non sempre è visibile.”

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I miraggi sono possibili. Non sono un’illusione. Del resto lo confermano le scoperte della fisica contemporanea, la teoria dei quanti e tanti principi che non saprei neppure enunciare. Sono energia. Sono il lacerarsi improvviso dei confini della realtà consensuale, il suo aprirsi alla realtà non consensuale, come la definisce Arnold Mindell, quella dei sogni e delle visioni.

“C’è un luogo in Arizona, chiamato Willcox Playa, nel quale la gente afferma di aver avuto miraggi. Edifici che compaiono dal nulla, camion che vanno al contrario e gente che danza. (…) Un miraggio è il riflesso di qualcosa che esiste in un altro luogo e in un altro tempo del mondo fisico”.

Ieri tornando dall’università in bicicletta sono passata vicino alla Binger Strasse, la via in cui Boris è nato e cresciuto. Un luogo che ama profondamente e ove ritorna ogni volta che può. Mentre pedalavo nel sole ho volto lo sguardo in fondo alla strada, in direzione del crocevia in cui Boris, da piccolo, andava al mercato con sua madre e si vedeva offrire con sua grande gioia dalla macellaia un würstel, che lui subito addentava allegro. Ed ecco, in fondo alla strada ho visto la sua sagoma stagliarsi nitida nella luce del pomeriggio, ferma e chiara. Un miraggio?

(foto: Boris P.)

Nella cultura di Cuore d’Orso, s’insegna a non puntare mai il dito contro un’altra persona: “Il mio popolo dice che non bisogna mai puntare il dito sul prossimo per giudicarlo o per disprezzarlo, perché quando tu punti qualcuno, nella tua mano ci sono tre dita che stanno puntando te. Questo sta a significare che tu potresti essere tre volte peggiore di colui che stai indicando, per cui è meglio prima preoccuparsi di se stessi. Questo era il nostro insegnamento.”

***

Troppo spesso nel corso della nostra vita restiamo imprigionati in esperienze negative. Se invece impariamo a lasciarle andare, possiamo fare posto a energie positive. “Il modo in cui il mio popolo si prende cura di qualcosa di cui non è contento consiste nell’onorarlo e nel rivolgergli le seguenti parole: ‘Grazie, mi hai insegnato la lezione.’ Sia che si tratti di rabbia, di odio o di un problema d’alcolismo, bisogna dirgli: ‘Ragazzo, è un bel po’ che stai con me. Adesso voglio provare qualcos’altro. A ogni modo voglio ringraziarti per avermi insegnato qualcosa su me stesso.’ Non cercate di liberarvi semplicemente di ciò che vi pesa. Non ci riuscireste, è troppo forte, troppo cementato in voi. Provate invece a onorarlo e a dirgli ‘Grazie.’”

(foto: http://don-denver.blogspot.de/2007_12_01_archive.html)

Per vivere bene la vostra vita, camminate con equilibrio. “Non completate mai un pensiero negativo”, ringraziate di ogni giorno che vi viene dato, pregate di portarlo a termine in modo da non doverne provare vergogna, abbiate fiducia nella vita. E ridete! Ridete molto!

Mi piacerebbe lanciare una proposta. Scegliamo una di queste cose da mettere in pratica nei prossimi giorni. Una sola. Che ne dite?

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4 risposte a Segnali di saggezza

  1. Valeria Vegni ha detto:

    Giovy, questa mattina ho sentito cani ululare, come lupi, questa notte c’è una civetta che stride quasi impazzita….e l’aria è calda come mai! Mamma natura ci ricorda chi può prevalere…..
    Però, questa, cercherò di metterla in pratica “Per vivere bene la vostra vita, camminate con equilibrio. Non completate mai un pensiero negativo, ringraziate di ogni giorno che vi viene dato, pregate di portarlo a termine in modo da non doverne provare vergogna, abbiate fiducia nella vita. E ridete! Ridete molto!”….

    • bloggiovi ha detto:

      Amica, spero che la natura sia clemente, nonostante il clamore di cani e civetta!
      Mi piace quello che hai scelto, spero, anzi sono sicura di poter condividere il ridere, tanto ridere!
      Io invece scelgo di ringraziare, onorare e congedarmi da cose che mi hanno fatto male! E di non concludere mai un pensiero negativo!
      Amutut, amica, badaye!

      Giovi

      • Valeria Vegni ha detto:

        Giovy, il cane lupo continua a ululare!!!! Però, nonostante l’ora (21 e 30), è ancora giorno e le cicale continuano a cantare…che caldo!…….Nakupenda, rafiki, amutut. P.S. per i dettagli di viaggio so che sei in contatto con la Nico…

      • bloggiovi ha detto:

        Cos’avrà quel cane lupo, che continua ad ululare? Le cicale… Qua a Berlino non si sentono neanche…. Come mi mancano, grilli e cicale, e lucciole!
        Amutut, badaye!

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