Parroquia de San Pedro

L’occasione me l’ha data una foto scattata dalla Vale due anni fa a Murcia. Una foto che parla da sola.

(foto: Valeria V.)

Il Pedro è il nume tutelare della nostra amicizia, l’aedo delle nostre gesta, cui dobbiamo episodi di una tradizione rigorosamente orale, cantati e ricantati di riunione in riunione, arricchiti di epiteti e dettagli plastici – il sopracciglio alzato di A., le labbra arricciate di un insegnante, l’alga secca sulla ciabattina di plastica di un amico dopo una notte esagerata all’Argentario …

Ma anche lui è protagonista di episodi che meritano di essere tramandati. Eccone un florilegio.

San Pedro

A Cortina, con i soliti amici, sopravvissuti alla prova del Faloria (o della pista azzurra delle Tofane?, le tradizioni discordano) – allora la Vale e Massimo si ostinavano a sospingerli tutti su piste sempre più aspre – il Pedro, la Simo ed altri decisero di andare a sciare in autonomia a Misurina. Pista verde. Si va giù tranquilli. Ma… c’è un ma. Sotto uno strato di neve fresca si cela infida una lastra di ghiaccio, anzi un lastrone: la Simo cade e perde uno sci (gli sci di una volta, tutti attacchi e contrattacchi).

Il Pedro, sollecito, glielo recupera. Inchinato al suolo, con la racchetta cerca come può di liberare la suola dello scarpone della Simo (gli scarponi di una volta, pesantissimi) dal mitico taccone di neve fresca. Lui con accuratezza millimetrica prende il tacco del suo scarpone, aiutandola ad appoggiarlo sul puntale, e, sempre tenendole il tacco, le vuole facilitare l’aggancio. La Simo chiude il tacco e …crac! Il Pedro si dibatte, soffoca un urlo, ingoia un’imprecazione, la mano inesorabilmente incastrata tra tacco dello scarpone, puntale, gancio, attacco e a un passo dall’essere triturata. E la Simo dall’alto: “E…., sei sempre il solito isterico!”

Quest’episodio, che a distanza di decenni non smette di suscitare risate convulse dell’uditorio, mette in luce in modo esemplare alcune caratteristiche del Pedro, la dedizione, la disponibilità all’aiuto, l’offerta di sé, unita in questo caso a un amore discreto quanto incrollabile per la sua compagna di sempre – a memoria d’uomo.

I Pedri

Del resto, l’amore del Pedro ha valso alla Simo l’onore di condividerne l’epiteto. E così loro sono “i Pedri”. “Con chi esci stasera?” Mi chiedevano i miei fratelli, quando ancora stavo a Forlì. “Con i Pedri!” È vero che non c’erano solo i Pedri, c’erano “-ini” ed “-oni”, i Paolini, i Cippi. i Simoni… C’era Cas, c’era Guidine, Massimone, Bebo e tanti altri…

Il Pedro e la lisca di pesce

Del Pedro ci si fida, al Pedro ci si affida. A Forlì, a fine marzo, una sera mi sono mezzo soffocata con una lisca di pesce. Le ho provate tutte: mollica di pane, grissini, acqua a garganella, la verticale sulla testa… Niente. E mia madre: “Chiama E…”  E io: “No, ma cosa c’entra il Pedro?” (E mi pare di sentir lui, “C’entra, c’entra…”)

Invece di chiamare il Pedro, passo da Aldo, magari lui riesce a vederla ‘sta benedetta lisca. Ma Aldo non ci riesce, non ha gli strumenti adatti. E mi dice: “Ma scusa, chiama il Pedro!”

(foto: Valeria V.)

Il Pedro a Casa Braghittoni

Due anni fa, in una sera d’estate a cena a Casa Braghittoni, eravamo agli antipasti quando un avventore a un tavolo vicino al nostro ebbe un malore e si stampò dritto dritto con sedia e tutto sulle mattonelle di cemento del giardino, a un passo dalla Paola. Lei, allarmata, chiamò il Pedro, al momento tutt’intento ad assicurarsi gli ultimi bocconcini di caprino e miele che stavano andando a ruba: “E… fa’ qualcosa!”.

Lui esitò solo impercettibilmente, un bocconcino a mezz’aria, uno sguardo rapido alle fiamminghe a centro tavola, con la coda dell’occhio alle nostre forchette, pure a mezz’aria, e, richiamato dal suo innato senso del dovere: “Arrivo…”, disse e si volse a soccorrere il malcapitato, che giaceva a terra verde in volto, senza polso e senza dare segni di vita.

Lo assistevano il fido Aldo, prodigo di suggerimenti, e Pierluigi, mentre Alberto lo incoraggiava con lazzi vari e noi finivamo in fretta i bocconcini…

Il Pedro, funghi e tartufi

(Al posto di una foto: immaginatevi il Pedro nell’atto di ordinare una pizza, con l’indice della mano destra alzato a richiamare l’attenzione del cameriere, scandendo bene le parole e pregustandola già nell’atto di nominarla: “Per me una funghi e tartufi, per favore!”)

Rocca delle Camminate, (molti) anni addietro, a casa della Paola Morini, una mangiata di tartufo stratosferica: antipasto di tartufo, tagliatelle al tartufo, uova e tartufo a non finire, bis e tris per tutti (ed eravamo in tanti) mangiammo fino a scoppiare, e di tartufo – ma chi ce l’aveva procurato tanto tartufo? – ce n’era rimasto una caterva. “Tanto che ce lo tiravamo addosso..,” rievoca con compiacimento il Pedro qualche tempo dopo, una sera che eravamo andati a mangiare la pizza al tartufo da Lorenzo alla Fratta Terme. E, fatta una breve pausa, aggiunge sogghignando… “Tartufon!” (Ve la ricordate la pubblicità di una famosa marca di panettoni?)

Questa è una delle mie preferite, devo dire. Risi tanto, quella sera, e anche il giorno dopo, non lo dimenticherò mai. Ripartivo per Berlino, in treno da Forlì a Milano, poi in aeroporto, check-in, imbarco, decollo e… nel cielo sopra l’Europa fui presa da una sgrigna tale che le hostess vennero a controllare se mi ero sentita male… TARTUFON!

***

Il Pedro sa essere eroico. Qualche anno fa, cena di classe a Bagno di Romagna, del menù ce n’eravamo occupate noi, ordinandolo alla Locanda Giovanna. Lasagne, pasticcio di cappelletti – specialità della famiglia Toni – crostini misti in abbondanza, arrosti, patate e verdure alla griglia, ciambella, torta di ricotta, formaggi vari… Il Pedro ci dà dentro allegramente, come tutti del resto. Non tralascia nulla.

Tra una risata e l’altra, ogni tanto il Pedro si assenta per una telefonata, una raffica di telefonate. Cos’avrà avuto da dirgli la Simo?

Viene il momento della foto di gruppo. Di sotto, nella tavernetta, Alberto ci dispone e ci ridispone tutti quanti, il Pedro in mezzo, senza via di scampo. Alberto fa avanti e indietro, regola la macchina, innesca l’autoscatto e prende posto tra di noi. Non è soddisfatto, ci riprova, ripete l’operazione due o tre volte. Il Pedro, intanto, soffre. La fronte gli s’imperla, le perline gli colano lungo le tempie, cerca di richiamare l’attenzione, Alberto insiste per un altro scatto… Il Pedro resiste, le perline rilucono sulle sue tempie…

Alla fine ha dato la colpa a noi, che non l’avevamo avvertito del “fungo malefico”…

L’anatema del Pedro (ovvero la fattucchiera vesuviana)

Un paio di settimane fa, un altro concentrato di eventi merita di essere ricordato.

L’antefatto: mia mamma l’aveva piccolo consultato e si era sentita raccomandare una dieta “da suora di clausura”, come mi dice al telefono un po’ allarmata. “Secondo te cosa devo fare?” “Uei mamma,” le dico, “vedi tu, sai che lui è molto scrupoloso… “ In effetti, lui stesso lo riconosce, la sua missione di “prevenzione delle malattie cardiovascolari” la prende sul serio. Molto sul serio. Sempre più sul serio. Anche con gli amici.

Due giorni dopo, i soliti amici si ritrovano a cena, a casa di uno di noi – di loro, perché io ero a Berlino. C’era di tutto, mi assicura la Vale, costolette di maiale alla griglia, arrosti misti, antipasti, primi, contorni, formaggi, e mentre tutti mangiavano fino a non poterne più, il Pedro continuava a snocciolare come una litania i molteplici rischi legati al consumo di carne rossa, di sale, di grassi animali… Per tutta la cena, mi assicurano fonti non tendenziose.

Alla fine della cena, tutti strasatolli da non poterne più, l’unico che continua a mangiare è il Pedro, con ritmo continuo intinge verdure da pinzimonio in una ciotola ben foderata di sale grosso e olio.

E la Vale: “Oh E…, a noi ci dici di stare attenti e poi tu ti fai un pinzimonio con tutto quel sale?”

E lui – me lo immagino lievemente contrariato per essere stato interrotto in quell’attività quasi meditativa: “ Io intingo solo nel surnatante… Il sale lo lascio a voi,… c…!”

E, come qualcuno ha detto, “Questa finisce nel blog!”

Grazie, Pedro, sei unico!

(http://www.dailymotion.com/video/x22vl0_madonna-la-isla-bonita_music)

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7 risposte a Parroquia de San Pedro

  1. Maria Paola Giorgini ha detto:

    Un bravo e scrupoloso cardiologo un uomo generoso e buono…<3
    Grazie, Giovy, gran bel ritratto!

  2. Valeria Vegni ha detto:

    Fantastico, ho riso tanto, e continuo a ghignare……un mito…..a…..tomico!

  3. barbara ha detto:

    brava giovi , hai fatto un ottimo ritratto del pedro ! Sono andata a rivedere le foto di bagno di romagna , è bello fare un tuffo nell’allegria , grazie !!!

  4. Pingback: Radici | bloggiovi

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