Quelli che restano

Non finisce mai. Nelle ultime settimane, negli ultimi mesi, la lista di chi se ne è andato si allunga. Qualcuno l’ha scelto, per motivi imperscrutabili, inimmaginabili; qualcuno invece ha offerto resistenza, affrontando dignitosamente la malattia, una sofferenza che nessuno può conoscere. Penso a Orazio, al nonno di Erika, al babbo di Luca, a Francesco, che non conoscevo, a Silvia, che non vedevo dai suoi vent’anni, a Massimo, incrociato ultimamente solo un paio di volte al bar, un saluto e basta …

Quello che dicevo poche settimane fa, in Distacchi, vale ancora. Ancora di più. Ma oggi voglio dire anche il dolore, il dolore che non si esprime, e la perplessità, il disorientamento che ogni volta ci colgono.

Ho imparato (finalmente?) a non chiedermi più il perché. Perché una ragione non esiste, e chiedercene il motivo ci allontana ancor più dal cuore delle cose.

Ho imparato ad ascoltare, a cercare il filo che ancora ci unisce, a scoprire gli insegnamenti che ogni persona ci dà. Unici, irripetibili, solo suoi. A farli miei.

Eppure il dolore rimane, e il disorientamento.

Sospesi tra la dimensione terrena, concreta, corporea, e il tentativo di sbirciare al di là, a volte sbattiamo il naso nella parete invisibile che ci divide dall’incorporeo, dall’eterno, ci ritroviamo a un crocevia di sentieri e non sappiamo più da che parte prendere.

Bisogna cercare il buco nella rete, la ferita nella parete invisibile, che è anche un ponte indistruttibile, bisogna affidarsi e fidarsi allo spirito potente che vive in noi.

E intanto, condividere: ascoltare le voci di chi ci sta intorno, i loro gesti, i loro silenzi. Accompagnarli e farsi accompagnare. Prenderli per mano, e farsi prendere per mano. Chi me la dà, una mano?

(Monte Poggiolo, foto di Boris P.)

“E tutto mi sa di miracolo;

e sono quell’acqua di nube

che oggi rispecchia nei fossi

più azzurro il suo pezzo di cielo,

quel verde che spacca la scorza

che pure stanotte non c’era.”

(Salvatore Quasimodo, Specchio)

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9 risposte a Quelli che restano

  1. margherita vignoli ha detto:

    Io ti do’ la mano, Giovi…

  2. Maria Paola Giorgini ha detto:

    Anch’io, ne hai un’altra…giusto?

  3. Valeria Vegni ha detto:

    Posso offrirti il mio sorriso?

  4. Carla ha detto:

    Giovi ti ho pensato e il pensiero aveva la forma di una mano, l’hai sentita?

    • bloggiovi ha detto:

      L’ho sentita, Carla, era calda e leggera, e confortante! Grazie!
      Mi farò viva presto, il week end del 9 giugno vengo a Forlì! Un abbraccio!

      • bloggiovi ha detto:

        Grazie a tutti quelli che in questi giorni hanno letto il blog, e sono tanti, tantissimi, e soprattutto grazie a voi che, sul blog o altrove, mi tendete una mano, mi regalate un sorriso, mi mostrate simpatia e vicinanza. Non sapete quanto bene mi faccia! Mi sento ancora più parte di voi, ancora più parte del tutto, di quel tutto che oggi mi offre un altro mattino splendente. Grazie!
        E non dimentico chi, in questo momento, sta aspettando di poter tornare nelle proprie case, di poter fare l’inventario di ciò che resta – e aspetta di ricominciare…

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