Sogni, simboli e sorrisi

Stanotte ho sognato una tigre. Scappata forse dallo zoo o da un circo, si aggirava silenziosa nelle strade di una Berlino diventata Forlì, al centro un largo marciapiede costeggiato da alberi verdi. Impaurita cambiavo strada, ma una volta raggiunta la casa che mi aveva accolta, eccola lì nel giardino, presenza minacciosa per la sola forza che emanava dal suo corpo bellissimo.

(http://www.yunphoto.net/it/photobase/hr/hr990.html)

Mi sono svegliata nella notte, spaventata e al tempo stesso affascinata dalla vividezza del sogno, dalla potenza di quest’immagine, il cuore che batteva forte per un sentimento misto di paura e di ammirazione.

Riapro dopo tanto tempo il Dictionnaire des symboles di Chevalier e Gherbrandt, ormai ingiallito dagli anni ma per me insostituibile fonte di esplorazioni nel mistero dell’irrazionale e scopro che la tigre incarna l’idea della potenza e della ferocia, è guerriero e figura del mondo superiore, della vita e della luce che nasce. Le Cinque Tigri, guardiane dei punti cardinali e del centro dell’universo. In Malesia i guaritori hanno il potere di trasformarsi in tigre. In Siberia la tigre è un vero e proprio uomo, che solo temporaneamente assume le sembianze dell’animale. Continuo a leggere e sono le sensazioni forti provate al risveglio che trovo descritte:

« L’apparition du tigre dans les rêves provoque un réveil angoissé. (…) Beau, cruel, rapide, il fascine et terrifie. » Come se Chevalier e Gheerbrandt mi avessero letto dentro, nella notte dei sogni : « Sa puissante nature féline incarne un ensemble de poussées instinctives dont la rencontre est aussi inévitable que dangereuse. »

Una leggenda greca narra che Dioniso si fosse trasformato in tigre per sedurre una ninfa, Alfesibea. La ninfa in fuga si ritrovò bloccata sulla riva di un fiume, e fu tratta in salvo proprio da Dioniso-tigre, che la trasportò di là dal fiume – il Tigri, appunto.

(foto: Giovanna T.)

La tigre del mio sogno mi accompagna tutto il giorno, non mi fa più paura, me la sento vicina, parte di me, mi potrei adagiare sul suo manto e lasciarmi condurre al di là dei confini del mondo.

Un paio di settimane fa, al mercato dei continenti del Museo Etnologico di Dahlem, sono rimasta folgorata da una figura. Una vecchia strega da un sorriso sdentato che mi fissava benevola e inquietante al tempo stesso dall’alto di uno scaffale. Fissava proprio me, tanto che a mia volta non ho potuto fare a meno di ricambiare lo sguardo, come presa da una magia. Quella vecchia mi era familiare e al tempo stesso estranea, minacciosa e rassicurante, con un sorriso che superava qualsiasi tentativo d’interpretazione. Fissava proprio me, tanto che mi sono dovuta mettere a sedere e mi sono ritrovata a piangere, sopraffatta da questa misteriosa affinità. Fissava proprio me, tanto che quando volevo mostrarla a Boris, lui quasi non riusciva a reperirla, tra le tante figure. Quale, dove? Lassù, non vedi? Là in alto, a sinistra…

Della figura non sapevo niente. Solo dopo avrei appreso che era una figura Ambete del Gabon, uno spirito protettore della casa, usato per conservare reliquie o anche i resti degli antenati. Il volto bianco, il capo coperto, la bocca aperta in questo sorriso indescrivibile, il corpo bianco segnato da strisce scure, un ombelico, un mantello di canapa grossa.

(foto: Giovanna T.)

Con la Vale e con Boris continuiamo il nostro giro del mercato, coperte irlandesi, tè ai datteri nordafricani, argenti indonesiani, ciotole d’osso e maglie di lana peruviana.

E improvvisamente so cosa succederà. So cosa è successo. È troppo tardi per fermarlo, Boris è sgusciato via, e senza chiedermelo, senza chiederselo, ha comprato la figura. Doveva essere una sorpresa, ma io lo sapevo già, prima ancora che lui lo facesse. Sapevo già che mi avrebbe regalato questa nonna sorridente che viene dalla culla del mondo, che ora mi fa compagnia mentre scrivo, mi rassicura con la sua presenza inquietante, a ricordarmi che i misteri della vita sono spavento e meraviglia…

(foto: Giovanna T.)

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7 risposte a Sogni, simboli e sorrisi

  1. Valeria Vegni ha detto:

    Giovy, ho sempre avuto il sorriso inquietante! ….E non ho mai saputo scrivere, che dare forma ai sentimenti è veramente difficile…..quando ti leggo, mi ritrovo…..Ambete……disarmante nella sua semplicità!……..Kuss

    • bloggiovi ha detto:

      Vale, il tuo sorriso è luminoso, l’inquietudine resta dentro, una dimensione della nostra umanità. E dare forma ai sentimenti si può fare in tanti modi diversi… E, credimi, lo sai fare! In questa serata che scorre lenta verso il solstizio d’inverno, verso la notte del silenzio e dei miracoli che questo accoglie, la mia stanza è illuminata da tante candele, fuochi, folletti che guizzano nella mia anima e mi fanno sentire meno sola… Amutut, amica di sempre, amutut, ambete…

  2. Maria Paola Giorgini ha detto:

    Che bello il tuo sogno della Tigre: anche se ti ha angosciata al punto da svegliarti!
    La Tigre cercava proprio te, anche nel giardino di casa, perché doveva farsi ammirare e ricordare e tenerti compagnia per tutto il giorno seguente. Sarà anche, come ti sei giustamente documentata , un simbolo di potenza e ferocia, ma io, che adoro i felini, credo più che altro che sia un richiamo all’istintualità, alla natura, alla vitalità che ti ruggisce dentro, nonostante le mille protezioni culturali di cui ti ammanti. Sei tu la Tigre, amica mia…
    Per quanto riguarda la strega del Gabon, protettrice della casa, credo che Boris non potesse farti un regalo migliore…a me sembra una deliziosa vecchietta di torrone e cioccolata… 🙂

    • bloggiovi ha detto:

      Carissima Maria Paola,
      grazie del tuo commento incoraggiante e rivelatore. Sì, la Tigre mi segue, mi avvicina, e mi ricorda che c’è tutta una parte di me che vuole esprimersi, farsi vedere, farsi temere, avvicinare la preda di soppiatto, giocarci un po’, poi ruggire, galoppare, saltare precipizi inavvicinabili con la leggerezza propria del felini, poi stendersi, allungarsi sul dorso e farsi accarezzare il ventre striato… Davvero!
      E tu, di felini te ne intendi!

      Un abbraccio, Maria Paola, a presto, spero!

  3. Valeria Vegni ha detto:

    Amiche……di tigri non me ne intendo tanto, ma i Leoni mi inseguono ovunque!……Fanno paura, ma da vicino!……..Baci, kiss, kuss, amutut!

  4. Pingback: Dreamtime | bloggiovi

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