Risvegli

Una domenica di novembre illuminata dai riflessi dorati delle foglie d’autunno. Boris e io usciamo in bicicletta, la mia prima uscita dopo tre settimane in casa, per una breve pedalata, La luce avvolgente, l’aria frizzante, il sole indulgente mi invitano a cantare (“In fondo, bastan poche briciole, lo stretto indispensabile e i tuoi malanni puoi dimenticar… oh yeah!”). Mi sento rivivere, in me germoglia una pianticella di speranza, tenue ma tenace. Pedalo lentamente, misuro le forze, mi lascio distrarre da uno scoiattolo che appare da dietro un albero, da un’anatra che frulla le ali, da un tappeto di foglie che frusciano al nostro passare. Di tanto in tanto Boris si ferma a scattare un’istantanea: frammenti di vita che si tuffano guizzando nel profondo dello schermo come delle sirene.

(foto Boris P.)

Risvegli. Ciascuno ha i suoi, uno diverso dall’altro.

La Vale. Tutte le mattine alle sette si incontra con Luca e Filiberto. Si offrono a turno un caffè al bar e prima di andare a lavorare fanno un paio di vasche nel Corso della Repubblica, parlando e ridendo saporitamente (conoscendo Luca non ho dubbi!). Una carica di allegria per tutta la giornata.

L’Arianna, mia nipote, ha il risveglio accigliato. In questi giorni in cui l’ho avuta con me a Berlino la vedevo dirigersi in cucina senza guardarsi intorno, mettere su il bollitore, farsi un tè, una fetta di pane con burro e marmellata di fragole, mormorando appena un “…giorno” a me che non resistevo alla tentazione di aggirarmi intorno a lei come un’ape intorno a un fiore. In questi casi  però bisogna ben guardarsi dal rivolgerle la parola, lo so.

Poi però, rientrando da un party o da un after party a giorno fatto, si butta sul letto felice e mi racconta che ha ballato dieci ore di fila, che Berlino è eccezionale, che ha conosciuto un sacco di gente… Ora su skype mi parla dei suoi nuovi progetti e dalla sua voce trapelano entusiasmo e voglia d’avventura.

Risvegli. Quando meno ce l’aspettiamo.

L’altra notte, la notte del mio compleanno, mi sveglia uno scartoccio sommesso. Mi alzo, vado in bagno, e quando torno a letto, sul mio cuscino trovo un regalo. Un sacchetto multicolore di una profumeria sulla Kudamm. Nel cuore della notte lo palpo, lo scarto, lo apro. E con Boris annusiamo i profumi, li commentiamo, li confrontiamo, li mescoliamo e ce ne lasciamo avvolgere.

Risvegli. Possono imprimere alla nostra giornata una direzione inattesa.

Pierfrancesco si è fatto un nuovo tatuaggio sulla nuca, l’Africa. Presto è di partenza, sulle orme della Vale e di quanti altri sono fatti stregare da quel mondo poverissimo e meraviglioso. (“In fondo, bastan poche briciole…!).

Risvegli. Non finiscono mai.

Nella tribù di Lekele è nata una bambina. Una piccola masai, me la immagino forte fin dai primi vagiti, con lo sguardo potente di chi è appena arrivato da un’altra dimensione, ma che già contiene la triste dolcezza delle madri, delle sorelle, delle cugine col capo raso e le vesti multicolori, i cui fieri profili si stagliano davanti alla montagna.

(foto Valeria V.)

Risvegli. Li riconosciamo?

In chat con la Maria Paola, una conversazione tra il sacro e il profano. Mont blanc – eh sì, bisogna raccontarlo dopo averlo mangiato – “buffe conversazioni” con altri amici di cui non posso riferire qui, e illuminazioni. Mentre le faccio un trattamento Matrix, davanti ai miei occhi si materializzano pietre preziose, quarzo, smeraldi, topazi, rubini, un precipitato di stelle per lei.. .E intanto un poeta di Pegognaga le insegna le faccine… Ieri, infine, la buona notizia: il cuore c’è, e funziona! 😀 🙂 🙂

Risvegli. Chi dobbiamo ringraziare?

Tornata in ufficio, ho trovato la mia orchidea in splendida forma. Se ne è occupata Annie, en lui faisant un bain de pied tous les vendredis. Merci, Annie !

Risvegli. Quanti ce ne toccano in sorte nello spazio della nostra vita? Tutti quelli che vogliamo, tutti quelli che cerchiamo, tutti quelli che riconosciamo, tutti quelli che ci vengono regalati, quando meno ce l’aspettiamo.

E anche ora, mentre cala la notte, e i rumori della città si attutiscono, per uno che si addormenta, un altro si risveglierà.

Eraga si dai, dolce risveglio, badaye, amici miei, a presto!

(foto di Boris P.)

PS. A grande richiesta, pubblico anche qui la foto del dolce di marroni

(foto: Giovanna T.)

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4 risposte a Risvegli

  1. valeria vegni ha detto:

    Giovy, dolce notte, lala salama, eraga si dai….tai sere, kescio, a domani!!!
    Che sono a Bologna tutto il giorno, giornata di studio…….vasca sulla A14 e ritorno!!!!

  2. Maria Paola Giorgini ha detto:

    Tutto magnifico, luminoso, pieno di speranza…in fondo bastan poche briciole…e tanta pazienza (anche con le proprie ginocchia…eh eh )! EPPERO’ il titolo del pezzo mi richiama troppo vividamente quel film, Risvegli, appunto (nella traduzione in italiano) che si svolgeva in un reparto neurologico degli anni ’40 (ma potrei sbagliarmi) dove lavorava il Dottor Oliver Sacks…(alias Robin Williams). Quei pazienti, tra i quali c’è uno splendido De Niro, rimasti cognitivamente bambini, mentre il loro corpo invecchiava…tornano a vivere per un breve periodo (si risvegliano dal loro stato di dormiveglia perenne)…per poi ri-precipitare nel letargo, nella non-vita.
    Che malinconia…sì, forse dovrei seguire le indicazioni del mio medico…oltre che usare frequentemente le faccine….

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