I soliti ignoti

Dei congegni ad orologeria, ecco quello che siamo. Basta che ci rivediamo perché nel giro di pochi secondi saltino le sicure, scatttino i detonatori, facendo esplodere, mortaretti, fuochi d’artificio, raffiche di battute, bombe a bocca. Delle mine vaganti, ecco quello che siamo.

Così, anche ieri sera, puntualmente, è bastato oltrepassare le distanze di sicurezza per innescare il meccanismo… delle risate, è ovvio. (Per una tipologia più dettagliata vedi Tra amiche, ovvero, il tè sul soffitto).

Siamo talmente allenati che non abbiamo neanche bisogno di riscaldamento, entriamo subito in medias res, capaci di risintonizzarci all’istante sulle frequenze di Radiomania.

Che siamo in tanti o in pochi non importa. Già domenica pomeriggio, a prendere il caffè dai Pedri eravamo solo in tre e si è riso a crepapelle rievocando la sincope di Casa Braghittoni di cui fummo testimoni involontari – e qualcuno di noi anche attore (stile ER, Emergency Restaurant) – a una cena estiva l’anno scorso.

E così, anche ieri sera, dicevo, è stata tutt’una raffica di battute, di aneddoti, di dettagli esilaranti, che, a causa di leggi sulla privacy e di alcune censure, non potrò purtroppo riferire per intero.

Si è cominciato con l’aperitivo, uno spritz, due spritz, anzi tre spritz, due rosé, tre rosé e un prosecco – anche se eravamo solo in sei, perché aspettavamo il Pedro, vittima di una laringo-congiuntivite, e la Rita, naturalmente in Rita-rdo!

La Vale ed io risplendevamo nei nostri abitini a fiori gemelli, anche se i miei erano ranuncoli, e le sue invece peonie.

Il coniglio bianco dal guinzaglio verde si è manifestato più volte sulla Collina dei Conigli, l’ospite americano della Fiò ha fotografato con cura la targa dello studio di uno di noi, la casa, l’intera piazza con la statua dell’aquila. In un accesso di predislessia da far invidia alla Vale, ho ribattezzato il nostro liceo Gian Luigi Battista. La Paola ha declinato senz’esitazione l’invito a farsi tatuare sulla spalla un triangolo rettangolo con l’angolo retto ben contrassegnato dal quadratino. Un altro di noi ha mandato un messaggio dal nuovo mondo, tutto è magnifico, il Gran Canyon, le Montagne Rocciose, l’unico problema è la compagnia…

Tra una risata e l’altra, consigli di lettura: Il paese delle meraviglie, di Giuseppe Culicchia, Venuto al mondo (non ci si ricorda più di chi)…

E mentre la Rita si mangia tutta la schiacciatina, e l’aperitivo scivola giù che è un piacere, e la mia voce si sente fin dalla strada, tanto che penso che prima o poi ci metteranno al bando, e Boris sceglie un Brunello e scatta foto, rieccoci alla gita a Firenze, quella in cui due di noi finirono sull’altro treno, e uno di noi, uno di quei due, nel viaggio d’andata si infortunò a un dito, e un altro si stampò su uno specchio in discoteca – e intanto spieghiamo a Boris che „si stampò“ è usato in senso letterale 🙂

E tra gli infortuni se ne annovera anche uno avvenuto a Salerno, della stessa persona che si era infortunata al dito a Firenze, questa volta ad opera della portiera di una vecchia Opel, sdeng, sdeng!

Consigli di lettura: L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello, di Oliver Sacks, ed altri suoi titoli, compreso Risvegli, da cui il film omonimo con Robert De Niro, e l’ultimo, The mind’s eye.

Arrivano le portate, e la porzione di fritto misto di paranza che dovrei dividere con la Fiò mi pare assai misera, e ce ne vuole del bello e del buono per spiegarmi che no, di porzioni ne arrivano 5 mezze, ne avrò un piatto tutto mio.

E le uscite sul Drago, il dieci metri di legno di Raoul, le mie visite estive a Riccione dalla Vale, nel terrore del suo burberrimo babbo, una traversata Vallugola Riccione con lo scirocco e un inglorioso rientro in porto con lo spi incaramellato, i sabati sera all’Aleph di Gabicce a ballare Enola Gay.

Sconsiglio di lettura: Marc Lévy, meglio Dephine de Vigan, Jours sans faim, o Catherine Pancol, Les yeux verts des crocodiles, La valse lente des tortues, Les écureils du Central Park sont tristes le lundi.

Sconsiglio di lettura: Thilo Sarrazin, meglio Unterm Strich, di Peer Steinnbrück.

Non lo mangi quel gambero? Allora lo mangio io.

Certo, siamo diversi, ognuno con la sua storia, con un suo vissuto che ha partecipato solo ad alcuni. Eppure abbiamo una banca comune di tesori, questi ricordi, questi racconti, questo presente e questo futuro, a cui tutti contribuiamo e insieme attingiamo. Tesori che non si esauriscono, ma al contrario più li estrai più si moltiplicano, come il mucchietto di monete d’oro cacate dall’asinello della favola. Gian Luigi Battista.

Siamo elettroni d’un atomo intorno a un nucleo, indivisibili, sì, e anche – il nostro amico S. In fondo aveva ragione – leggeri, senza peso…

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Titoli di coda

La nostra danza tribale si conclude una volta fuori dal ristorante, tutti in cerchio, i gesti di oggi a rievocarci altri episodi: sganciamo le nostre biciclette ammucchiate all’entrata ed eccoci nel cortiletto del liceo, la bici verde fiammante di uno di noi, la bici di una professoressa inavvertitamente scaglia-ta con stizza e subito accuratamente raccolta, „E`la sua, signorina? Mi scusi tanto ..“. E a ridere su un’ultima barzelletta, e a commentare gli insospettati tabù dei Masai che la Vale ha inavvertitamente infranto, e a svegliare le Clarisse del convento adiacente… E a scambiarci gli ultimi saluti, mentre ci avviamo nella notte in direzioni tutte diverse, ognuno sulla sua bici. Ma lo sappiamo, che ci ritroveremo!

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8 risposte a I soliti ignoti

  1. ritasili ha detto:

    Bello Giovi, come sempre!

  2. Maria Paola Giorgini ha detto:

    Ma quanto vi siete divertiti anche stavolta?! Che c…o c’entra Gian Luigi Battista con Gian Battista Morgagni , eh? Altro che dislessia, Giovy, credo che si chiami “arteriosclerosi galoppante”.
    Non c’era qualche medico di classe a farti la diagnosI?

  3. Florence ha detto:

    I especially enjoy seeing the Piazza of Forli at night, I remember strolling there with you and Hillary!!

  4. valeria vegni ha detto:

    Fantastica Giovy,….(fra i consigli di lettura ho, ovviamente, scelto “il paese delle meraviglie” di Culicchia….) ….è appena suonata la campanella dell’inizio lezione, perchè già mi chiedi che ora è????? Sono le otto e venticinque, e il tempo oggi, magicamente, si è fermato!!!

    P.S. Devo trovare il modo di salvare sul mio pc le foto.

    • bloggiovi ha detto:

      Il paese delle meraviglie l’ho comprato, ma è rimasto a Forlì, devo aspettare a leggerlo la prossima volta che vengo. Le foto te le posso mandare via mail! Ci sentiamo questo fine settimana! Un abbraccio

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