La terrazza

Contrariamente a quanto avviene nelle altre famiglie, le nostre riunioni di famiglia le facciamo di solito non a Natale, ma in agosto. La tradizione è cominciata con i leggendari inviti a cena dello zio Giancarlo al Caminetto, una volta per festeggiare il compleanno della Valentina, un’altra per passare una serata con me e Boris, tra i suoi interlocutori preferiti in fatto di letteratura (nonostante io non adempia agli incarichi di ricerca che lui mi dà di tanto in tanto, scusa, zio!). La prima cena agostana che ci ha raccolto al completo è stata nel 2008, dopo la scomparsa della nonna Wanda. C’eravamo proprio tutti, i Giornelli, i Tassinari, i Gorini, i Rava (rappresentati da Pierfrancesco) e ricordiamo ancora il discorso di Giancarlo, breve, ma toccante. Da allora, ogni anno si cerca di trovare una serata da passare tutti insieme.

Una serata che ci mette in fibrillazione per diversi motivi. Innanzi tutto la scelta di una data che vada bene a tutti, poi la scelta del ristorante, non troppo lontano da Forlì o dal mare, accessibile anche alle persone più anziane e con spazi di sfogo per i più piccoli. Poi le preoccupazioni della Piccia e dell’Anna – soprattutto della Piccia – sulla distribuzione delle macchine, sul traffico, su chi guiderà. Infine, la fibrillazione gioiosa del ritrovarsi insieme e l’ansia di raccontare ciascuno le proprie storie, vecchie o nuove. Il che ci porta, una volta insieme, a parlare tutti più o meno contemporaneamente, a lanciarci dei messaggi all’altro lato della tavolata, a riunirci a gruppetti sempre diversi, ad accorrere in fretta dove si ride, per esserne messi a parte.

La serata di quest’anno è stata speciale per diversi motivi. La fortunata concomitanza tra la presenza dell’Arianna, rientrata da Londra solo per una settimana, e la nostra. L’adesione di tutti, anche di Giancarlo, nonostante il brevissimo preavviso. La partecipazione di Massimo, insieme alla Monia, forieri di novità. E infine la cornice: la terrazza della Ca de be’ di Bertinoro, con vista sulla campagna fino al mare in una bellissima serata estiva.

E ora viene la parte più difficile: come raccontare la serata? Il viaggio dal mare a Bertinoro, i bimbi, l’Ari, Boris ed io in una macchina con alla guida Cat Woman.

Il cuore che mi si apre nel rivedere il panorama dall’alto del paese, le corse pazze di Michele e Giacomo per la piazza. Pierfrancesco che si occupa del cuginetto piccolo con un affetto e con una delicatezza che gli conosco da sempre, ma che hanno acquistato una serenità più profonda, l’Arianna che con talento organizzativo ha gestito brillantemente il difficile momento delle ordinazioni, Sauro che ha affrontato le scale ripide con slancio inaspettato. L’euforia dell’Anna e l’apprensione (in-)naturale della Piccia, le sorelle Materassi, che vigilano instancabili sull’andamento della serata.

E poi la Chiara, con la sua cartella nuova e la sua grazia da ballerina, la Robi, dedita ai piccoli e fonte di allegria, Matteo, dal sorriso luminoso e dai racconti iperbolici, Orazio, che traspare nei discorsi di Matteo, la zia Marta, la scelta migliore che Giancarlo abbia potuto fare. I bimbi, incontenibili, la Marta (di Giorgio), di una dolcezza piena di determinazione. E Boris, che mi strizza l’occhio da lontano, Giorgio, con una disponibiltà solo apparentemente distratta, la curva nord del Cesena, la gradinata del basket, Andrea, tra il saggio e il sornione, la Valentina, con una nuova luce che le splende negli occhi. E mio fratello Paolo, insostituibile, Massimo, che più il tempo passa più si fa apprezzare, la Monia, per niente travolta dalle ondate di parole e risate.

Al centro di tutto, i tre fratelli Giornelli, unici, inimitabili, ineffabili.

Tanti i racconti, ever green e new entries, si sovrappongono in temi e disegni sempre diversi. Non lo sappiamo, ma stiamo tutti intessendo un bellissimo patchwork, dai toni ironici e malinconici, nostalgici e beffardi, sagaci e semplici al tempo stesso. Da potercene ricavare una storia, a volerlo fare.

C’eravamo tutti, questa volta, anche se qualcuno mancava. C’erano anche loro, presenti in silenzio nei pensieri, evocati più volte nei racconti, manifesti nei volti di qualcuno di noi – le somiglianze di famiglia. Ed è anche per loro, e grazie a loro, che ci incontriamo ancora, che ci incontriamo sempre, che continuiamo a tessere le nostre vite, in una famglia che cresce sempre più.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in famiglia, le persone che amo. Contrassegna il permalink.

2 risposte a La terrazza

  1. Maria Paola Giorgini ha detto:

    Ed è proprio perché cresce sempre più che siete tutti orgogliosi di farne parte: il seme non è andato perduto, ma ha germogliato…per un attimo ho creduto anch’io di far parte della vostra famiglia…ed ho visto l’orizzonte del Futuro.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...