Sogni

Il testo che segue potrà risultare misterioso a chi non conosce Linda e Chris. Ma chi mi conosce potrà trovarvi delle tracce di me…

Ieri sera eravamo a cena da Linda e Chris. Linda non era Linda; indossava una gonna di sua nonna e sfogliava le riviste di sua nonna, riviste di moda degli anni Cinquanta. E Boris era Don Draper, erano tutti Don Draper, mentre sorseggiavano i loro dirty martini e i loro whisky (tutte marche originali scozzesi), con le gambe accavallate e lo sguardo pensieroso, un po’ perso nel vuoto (nonostante a qualcuno di loro venisse ogni tanto da arricciare le labbra in una smorfia). Due cose erano certe: io non ero Betty Draper (nonostante l’esito del test fatto sul sito di Mad men)!  E Chris era proprio Chris. Lo vedevo alzarsi in piedi nel pieno della notte e gridare “Gli orologi a cucù stanno suonando!”, per ritrovarsi poi in mezzo a qualcosa che non riusciva a distinguere, ma che sicuramente avrebbe dovuto essere ripulito via la mattina dopo. 

Per cena c’erano cuscus, ratatouille e torta di limone – il ratatouille non era proprio ratatouille, comunque era buonissimo. E poi del vino, tanto vino, e discorsi, tanti discorsi e tanta musica, fluida e avvolgente, quasi un’eco delle nostre parole.

Linda ci stava raccontando uno dei suoi sogni ricorrenti da bambina, si trovava su un campo da tennis, grandissima, fino a toccare il soffitto, come Alice nel Paese delle Meraviglie dopo aver bevuto la pozione – ma Linda aveva bevuto solo vino rosso e dirty martini – e giocava con degli avversari, la cui metà di campo era sterminata, con il pavimento e il soffitto obliqui, sempre più distanti (come il Museo Ebraico, esclamavo!), e gli avversari che rimpicciolivano sempre più fino a sparire del tutto…

E Chris faceva lezione – nel suo sogno, non in quello di Linda – quando improvvisamente non poteva più continuare perché il sole si rifletteva sui suoi appunti, e il foglio bianco lo abbagliava, e lui non riusciva più a distinguere le parole, cosa avrebbe detto, cosa avrebbe fatto?

Poi ci ritrovavamo sul divano, io sonnecchiavo tra le braccia di Boris, mentre guardavamo, anzi guardavano, i primi episodi della quarta stagione di Mad men.

E poi avevamo ripreso a parlare, un’altra fetta di torta? Norwich, l’arrampicata libera, braccio di ferro (Chris conosce una tecnica infallibile), il whisky, e c’è whisky e whiskey, la segale e l’avena, e di nuovo Don Draper, ero circondata da Don Draper, un accenno di litigio, tanto amore, Tony Soprano, i ristoranti italiani in Germania (appena un abbozzo di teoria, ma con un cuore di verità), la notte sta passando, è già così tardi che più tardi non si può.

E poi mi sono ritrovata nel mio letto, col sole che inondava la stanza riflettendosi tra le foglie dei tigli, e le campane che suonavano… Che fosse tutto un sogno?  

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