Luna Park

Avete presente le montagne russe? Un alternarsi continuo e repentino di alti e bassi, un faticoso risalire in vetta e in men che non si dica, un precipitare in picchiata, con il cuore in gola, il vuoto nello stomaco (se va bene) e tutte le cellule centrifugate. Quando finisce il giro esci traballando, non riesci a reggerti sulle gambe, il sotto è sopra e il sopra è sotto, destra e sinistra sono intercambiabili, e, ahimé, anche dentro e fuori lo sono.

Ecco, mi sembra di avere un abbonamento alle montagne russe. Non che me lo sia comprato io, ci mancherebbe altro, e forse proprio un abbonamento non è, però ogni tanto c’è qualcuno che mi regala un giro, o meglio che, a tradimento, mi mette in una di quelle macchinine e spinge il tasto d’avvio. Non è un gioco, non è neanche un videogioco, è la vita, o meglio sono alcuni momenti di una fase della vita. Non generalizziamo troppo.

Per un po’ sei in alto e puoi ammirare intorno a te orizzonti insospettati, sotto di te una distesa di possibilità, puoi respirare l’aria fine e frizzante di montagna, ti si apre il cuore al colmo della felicità, o anche semplicemente vedi davanti a te sentieri spettacolari. Poi, improvvisamente, sei scaraventata in basso, così in basso che non sei neanche a terra, ma in una specie di voragine, la gente che passa vicino non ti vede neanche, neanche ti scansa, li senti camminare sopra la tua testa. O sono i piedi?

Ma l’essenziale cos’è, in queste occasioni? Mantenere il baricentro, più basso è meglio si sta in equilibrio, e la consapevolezza di sé. Quella che, anche se sei centrifugata, ti permette di non dividerti in succo da una parte e polpa dall’altra, ma di restare succo e polpa. Mi spiego?

Forse non mi spiego, resto metaforica, non voglio dare esempi, non voglio entrare in dettagli, sarebbero troppo personali.

E comunque, a yoga ho imparato come mantenere l’equilibrio in un sacco di posizioni differenti. Quindi, niente paura, come scrive Dante, resto “tetragona ai colpi di fortuna”. Ma, come dicono i saggi orientali – non so più se buddisti o zen – bisogna esercitarsi a vedere le cose come sono (o come sogno): ogni cosa è uguale al suo contrario. L’amore come l’odio, la felicità come la disperazione, la paura come il coraggio, la morte come la vita, le tenebre come la luce, un piccolo granello di sabbia come un diamante.

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7 risposte a Luna Park

  1. valeria vegni ha detto:

    Per me i contrari sono contrari……e il mio bambolotto preferito era “Ercolino sempre in piedi”! ……Baci Giovy, anche nella voragine ti porgerò il mio (malandato) braccio!

  2. bloggiovi ha detto:

    Grazie, Vale, ci conto! A Ercolino sempre in piedi penso sempre anch’io, naturalmente, ce lo ricordava anche il mitico prof. Balestra “Avete presente Ercolino sempre in piedi?”Baci!

  3. Andrea G ha detto:

    Baricentro basso per mantenere l’equilibrio va bene, ma prova a focalizzare ciò che ti fa stare bene, come la fotografia, oppure che so?… lo scrivere? Di sicuro il tuo modo splendido di esporre fa stare bene chi legge.
    Un bacione da tuo cugino Andrea!

  4. Maria Paola Giorgini ha detto:

    Per una persona passionale e intelligente come te, “tetragona” alla malasorte, una vita piatta e noiosa non sarebbe possibile: devi continuare a godere l’aria frizzante delle cime, finché sei su!
    Non lasciare che la consapevolezza che si può anche precipitare ti impedisca il volo!

    • valeria vegni ha detto:

      In Piazzale della Vittoria svetta ancora Icaro!….Lui ha osato…e non gli è andata bene…..io con Lui ho sognato…..e continuo a farlo!…A presto amiche, al prossimo volo….

  5. bloggiovi ha detto:

    Grazie, lo terrò a mente! Flap flap!

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